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IL NUMERO PERFETTO CHE RITORNA: TRIS DELL'INTER ALLA SAMP, SOTTO GLI OCCHI DI MOU

Pubblicato il 20/02/2016
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A SAN SIRO- Allo Stadio Meazza, sotto gli occhi di due spettatori di lusso come Ronaldo e Josè Mourinho (omaggiato invece dai supporters nerazzurri con uno striscione, ed una coreografia riportante i 3 titoli conquistati nel 2010) va in scena Inter-Samp: una sfida tra due compagini che vivono un periodo della stagione decisamente travagliato. I nerazzurri, nelle ultime 7 gare hanno raccolto la miseria di 6 punti accantonando definitivamente il sogno scudetto, e rendendo in salita il cammino verso il terzo posto (obiettivo dichiarato da inizio stagione). 
Non se la passano certo meglio i blucerchiati, che si trovano ad oscillare nella parte bassa della classifica con soli 3 punti di margine dalla zona retrocessione, e dunque dal terzultimo posto occupato dal Frosinone. Gli uomini di Montella non vincono dal 5 Gennaio (2-3 contro l’odiato Grifone). Successo al quale sono seguite 4 sconfitte consecutive, e nemmeno una vittoria nelle ultime 7 sfide. 
Per l’occasione- tanto per cambiare- Mancini apporta numerose modifiche all’undici sceso in campo Domenica scorsa al Franchi: si rivedono dal primo minuto Perisic e Biabiany, che vanno ad occupare le corsie esterne del 4-4-2 disegnato dal tecnico jesino. Tornano titolari anche D’Ambrosio e Melo, in virtù delle squalifiche di Telles e Medel. 
Trattasi di una partita ricchissima di ex, in cui l’Inter incontra ben 7 vecchie conoscenze: Viviano, cresciuto nelle giovanili dell’Inter ma mai impiegato in prima squadra, Silvestre, Alvarez, Palombo, Dodò ma soprattutto Cassano e Ranocchia. Fantantonio- abbastanza a sorpresa- viene escluso da Montella nell’undici titolare. Il tecnico campano schiera infatti un edito 3-4-2-1 con Correa e Alvarez alle spalle dell’unica punta, Fabio Quagliarella. 
In avvio di partita regna sovrano il caos: una moltitudine di imprecisioni individuali- da una parte e dall’altra- rendono il ritmo spezzettato e la gara piuttosto soporifera. I primi due colpi li batte Fabio Quagliarella, che prova a rendersi pericoloso per ben due volte senza però riuscire nell’intento. Dopo un avvio dunque piuttosto bloccato, l’Inter trova il gol del vantaggio sugli sviluppi di un corner: sul cross di Brozovic è bravo Murillo a spizzarla per D’Ambrosio, che non deve far altro che ribadire in rete da due passi. Unico altro episodio della prima frazione degno di menzione è il cartellino giallo rimediato da Brozovic, per un fallo francamente evitabile all’altezza del centro di centrocampo: il croato era diffidato e salterà la delicatissima trasferta di Torino contro la Juventus. 
Il primo tempo termina dunque 1-0 per i padroni di casa. Ma le emozioni più forti e significative della serata del Meazza si registrano dopo il duplice fischio. La Curva Nord omaggia José Mourinho, unico allenatore della storia del calcio italiano ad aver centrato il Triplete, raffigurando proprio i tre trofei conquistati insieme nella stagione del 2010 ed accompagnandoli con un toccante striscione: “Per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo... Per sempre grazie Josè”.
Accoglienza ben più fredda quella riservata a Ronaldo, bersagliato con uno striscione offensivo e con cori non esattamente affettuosi, in virtù del suo trasferimento al Milan avvenuto nella stagione 2007-2008. 
In avvio di ripresa, Dodò provoca un brividio alla schiena dei tifosi nerazzurri, ma il suo tentativo di spizzare a rete il cross di Fernando termina a lato di un soffio. A far tornare la tranquillità tra gli spalti del Meazza ci pensa Joao Miranda, che al 58’- ancora una volta sugli sviluppi di un corner- trafigge Viviano regalando il raddoppio all’Inter. 
Alla festa partecipa anche Mauro Icardi: al 73’ minuto il capitano dell’Inter sigla col mancino il gol del 3-0, dopo esser stato lanciato in campo aperto da un eccellente filtrante di Brozovic.
Nel finale, la Doria accorcia le distanze con un destro diagonale di Quagliarella che buca Handanovic. Termina dunque 3-1 al Meazza. Tre: il numero perfetto, il numero al quale ogni tifoso nerazzurro collega Mourinho. Quale accoglienza migliore avrebbe potuto riservare l’Inter al grande José?