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MANCINI: ''TERZO POSTO? CE LA GIOCHEREMO FINO ALLA FINE''

Pubblicato il 27/02/2016
«Non credo ci sia bisogno di rassicurare nessuno, Thohir non l'ha fatto, sono stati incontri normali e si è parlato degli obiettivi come sempre. La cena con la squadra è normale, era qui e ha partecipato, gli faceva piacere». Con un pensiero al presidente Thohir, si apre la conferenza stampa di Mancini alla vigilia di Juventus - Inter, il big match che domani sera si giocherà a Torino alle ore 20:45. «Non credo che la gara di domani segnerà la svolta, mancano 13 partite però è una partita importante - continua il tecnico neroazzurro - Non prendiamo il Bayern come esempio, è una squadra diversa, la partita era diversa. L'Inter potrà portare a casa un risultato positivo giocando bene come in Tim Cup nonostante la sconfitta. Avevamo fatto bene e possiamo fare risultato domani. Così come sempre. Chiaro che se si pensa ai punti persi in partite in cui non pensavamo andasse così, con una partita come quella di domani si può recuperare. Difficile per noi ma lo sarà anche per loro».
Questo l’atteggiamento da dimostrare in campo: «L'atteggiamento deve essere positivo, bisogna attaccare più di quanto fatto in Coppa Italia. Jovetic si trovava troppo solo, serve coesione tra i reparti. Quel risultato non ci stava, la Juve meritava di vincere ma non così. Serve atteggiamento propositivo e buona difesa. All’andata abbiamo fatto entrambe una buona gara ma sapevamo che la Juve avesse qualità e che sarebbe rientrata nel gruppo di testa».
Ma Mancini si sente tutt’altro che solo«Io non sono solo, ho aiuto dalla società. Poi io sono l'allenatore ed è normale. Quando uno decide di allenare sa che quando vince è con tante persone e quando perde è solo. Io non mi sono mai sentito solo, ho sempre avuto l'appoggio di tutti. Per costruire quanto fatto in passato serve tempo, anche allora è servito. A volte bastano 6 mesi, altre volte di più».
Nell’Inter di oggi, c’è un giocatore che si potrebbe adattare a mediano basso come accaduto con Pirlo? «Pirlo lo ha fatto col tempo, non è successo dalla sera alla mattina. Serve qualcuno predisposto a farlo. Ljajic? Al momento è molto più offensivo, poi per qualità potrebbe farlo ma bisogna lavorarci. Chi detta i tempi deve anche difendere, ci vuole tempo per cambiare ruolo a un giocatore. Se poi uno è bravo tecnicamente può fare molti ruoli. Però ci abbiamo pensato ma serve tempo».
E se la Federazione gli proponesse la Nazionale«Sto bene qui al momento, non è il mio pensiero. Ora penso solo all'Inter e agli obiettivi anche del prossimo anno. Poi in futuro la Nazionale resta una cosa importante ma c'è ancora tempo».
Però il gap tra Inter e Juve è ancora elevato… «Che la Juve sia la più forte è normale, ha vinto molti campionati come l'Inter dal 2006 al 2011. L'Inter è migliorata molto dall'anno scorso e migliorerà l'anno prossimo. Non siamo distantissimi dalla Juve, credo che piano piano l'Inter riuscirà ad arrivare ai livelli della Juve in poco tempo. Questo gap si chiude lavorando su un gruppo, migliorandolo in ogni sessione di mercato perché sono i giocatori a dare qualcosa in più con esperienza e qualità. Quando la Juve andò in B ci mise molti anni per trovare la squadra, passando da moltissimi giocatori. Normale ci voglia tempo, spesso si comprano giocatori che non si adattano. Bisogna lavorare su una base aggiungendo chi può fare la differenza».
E a proposito di mercato, si parla anche di Dybala: «Noi abbiamo provato a prenderlo, pensavamo potesse essere un grandissimo giocatore per il futuro. Abbiamo fatto del nostro meglio, quando non prendi i grandi giocatori spiace ma ne arriveranno altri. Dybala sarà un grande giocatore nei prossimi anni».
Sulla gara di domani: «Non prendere gol, la Juve in casa ti crea tante difficoltà, lo stadio li aiuta. Bisogna difendere bene, ma è facile dirlo a parole. Bisogna farlo in campo. Voi parlate sempre di tattica ma non cambia molto il modulo. Ha il suo sistema di gioco, può variare una o due posizioni. Non dipende dalla Juve il nostro schieramento. Mi piacerebbe vincere per accorciare la classifica. Che giochi Hernanes mi fa piacere, è stato uno dei giocatori più professionali mai conosciuti».
Infine si parla di terzo posto: «Per il terzo posto vedo meglio l'Inter - risponde scherzosamente il mister - Fiorentina e Roma sono avanti, nelle prossime settimane si capirà come potrà finire. Ci sono tanti punti da qui alla fine, il Milan è dietro ma potrebbe rientrare, ha recuperato punti nelle ultime settimane. Noi ce la giocheremo fino alla fine. Uno sforzo può anche esaltarti, non so ma di certo non sarà facile per loro come per noi».