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AUSILIO: "MA QUALE REGISTA? A QUESTA SQUADRA MANCANO LE PALLE"

Pubblicato il 28/02/2016
In virtù di un lieve malore accusato da Mancini al termine del match, ai microfoni per la conferenza stampa post-partita si presenta il DS nerazzurro, Piero Ausilio. 
Queste la sua breve analisi sulla gara appena conclusasi: “E’ una sconfitta che fa male, ma perdere a Torino contro la Juventus ci può anche stare. In questo stadio hanno perso tutte le big: Napoli, Milan, Fiorentina, Roma e chi più ne ha più ne metta. Le partite su cui dobbiamo recriminare sono ben altre, e ora potremmo tranquillamente avere diversi punti in più, se non avessimo fallito appuntamenti ben più facili di questo.  Nel primo tempo, al di là di varie sbavature difensive nei primi 10 minuti, abbiamo giocato un match discreto, reggendo i ritmi imposti dalla Juve senza sfigurare. L’errore che ha propiziato il gol di Bonucci non è ammissibile da un giocatore di Serie A, e non si dovrebbe vedere a livelli così alti.”
Ancora una volta non suffragata dai fatti la scelta del Mancio di schierare la difesa a 3, proprio come accadde in occasione della disastrosa sconfitta casalinga contro la Fiorentina, all’andata: “Non credo che il problema principale sia stato il modulo, quanto l’atteggiamento, la personalità e lo spirito” ha commentato Ausilio.
Ha poi aperto una piccola parentesi di mercato: “Le mosse fatte a Gennaio sul mercato sono state concordate con mister e società, quindi ora è inutile lamentarsi dell’assenza di un regista: attualmente ci sono pochissimi registi validi in vendita, se non a prezzi inaccessibili. Di sicuro la chiave di lettura di questa sconfitta non è individuabile nell’assenza di un regista: sarebbe riduttivo e assurdo trovare questo alibi. Abbiamo riscontrato in Eder le caratteristiche tecniche dell’attaccante che stavamo cercando, e per questo abbiamo portato a termine la trattativa.”
Non manca poi una critica accessa e tutt'altro che velata all’atteggiamento allarmanante degli 11 scesi in campo questa sera: “Abbiamo perso la partita per come siamo entrati in campo. Non è ammissibile per chi indossa questa maglia entrare senza grinta, cattiveria, fame e voglia di vincere. Indossare la maglia dell’Inter deve essere un onore, non un hobby. In estate avere o meno la Champions influisce, ma una squadra non può e non deve basare il proprio progetto sull’Europa. Inoltre negli ultimi anni abbiamo riscontrato che non sempre qualificarsi ai preliminari è sinonimo di accesso garantito alla Champions.”
Ausilio ha ultimato la sua conferenza con un breve commento sul momento di crisi che sta attraversando l’Inter, ribadendo comunque la fiducia in Mancini: “La classifica è eloquente: dubito che altre squadre abbiano avuto il demerito di perdere così tanti punti in un arco di tempo così breve. Prima della gara con il Sassuolo eravamo in vetta alla classifica, e ora ci troviamo distanti anni luce dalla Juve capolista. Tutto ciò- a parer mio- è inammissibile. Mi aspettavo qualcosa in più da tutti, in termine di sacrificio, palle e carattere. Abbiamo fiducia cieca in Mancini, e nel nostro progetto futuro.”