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ICARDI CI METTE LA TESTA E SALVA DE BOER DALLA SECONDA FIGURACCIA

Pubblicato il 28/08/2016
Inter-Palermo, seconda giornata del campionato italiano 2016-2017. Risultato finale 1 a 1. Con gli ospiti in vantaggio al terzo minuto della ripresa grazie ad un goal di Rispoli e pari nerazzurro messo a segno dal capitano Mauro Icardi al 72'. Commento a quanto abbiamo visto? Dovremmo chiedervi di chiudere questo articolo quindi aprire e leggere quello che avevamo scritto per la conferenza stampa della vigilia. Fatto? Ottimo. Ora potete spegnere tutto altro da dire non abbiamo. 
In quel pezzo ovviamente parlavamo della nostra prima impressione, purtroppo negativa, sul tecnico olandese scelto per sostituire Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra. Dopo questo match la nostra impressione non solo è stata, ancora purtroppo, pienamente confermata ma se vogliamo è ora ancora più dubbiosa. Ci sembra, ma forse siamo solo noi, che la mancanza di esperienza di esperienza di De Boer rispetto alla Serie A sia affiancata anche da una forte 'cocciutaggine a voler portare avanti il proprio credo tattico senza neanche provare a riflettere se questo possa davvero adattarsi al calcio italiano. Calcio italiano dove se non hai una grande difesa finisci per mettere in difficoltà amche un grande attacco, dove non puoi cambiare modulo ogni partita e come se non bastasse più volte nella stessa partita. I giocatori hanno dannatamente bisogno di uno schema 'forte' a cui potersi affidare, su cui contare, da studiare nei minimi dettagli ogni giorno per dotarlo di infinite sfumature e ricami. Men che meno puoi chiedere agli stessi giocatori di dimenticare il ruolo che, nel caso dei più esperti, hanno ricoperto per anni e con il quale si sono costruiti una carriera e sono diventati campioni. Se sono campioni puoi provare a domandargli qualche volta un sacrificio ma metterti in testa di snaturarli significa 'distruggerli' o metterti contro di loro. Ovviamente se sei abituato ad allenare un club dove sono tutti, nessuno escluso, giovanissimi e ad inizio carriera, compreso il capitano, il fuoriclasse, il portiere, il regista ecc., è credibile che cambiare e rimodellare tutto in continuazione per poi correre all'attacco sia la cosa più naturale del mondo, oltre che la più vincente. C'è un motivo però se l'Ajax in Olanda vince moltissimo ma in Europa non alza un trofeo di alcun tipo da decenni (quando, non è un caso, non erano tutti under 20). 
De Boer tutte queste cose dovrebbe saperle, dovrebbe essere lui a cercare di plasmare i suoi tecnicismi sulla Serie A e non pretendere il contrario. L'Inter non è Coverciano. Non è una scuola per allenatori e già tutto questo ci sembra profondamente sbagliato ma almeno un poco di umiltà potrebbe essere utile per ottenere qualcosa di sufficientemente buono. Dimenticando anche l'umiltà il futuro di questa inter, nonostante grandi elementi come Banega, Candreva, Joao Mario, Gabigol, Icardi, Handanovic, Murillo, Miranda, sembra più nero che mai. 

L'Inter deve rinviare l'appuntamento con la prima vittoria. Contro il Palermo a San Siro finisce 1-1. Dopo un inizio equilibrato i nerazzurri prendono il controllo del match e nell'ultimo quarto d'ora producono un paio di buone occasioni. Ad inizio ripresa il Palermo passa in vantaggio, anche un po' fortunosamente per la deviazione di Santon su tiro di Rispoli. L'Inter stenta, ma l'ingresso di Candreva mette la sveglia ai padroni di casa che pareggiano meritatamente con Icardi, lasciato colpevolmente solo in mezzo all'area. Frank De Boer rispetto alla gara col Chievo cambia e riporta l'Inter alla difesa a 4; indisponibili Ansaldi e Nagatomo; a sinistra torna Santon; in avanti tridente con Eder, preferito a candreva, Icardi e Perisic. Ballardini, in attesa dei rinforzi (vedi Diamanti) risponde con il 3-5-1-1; in difesa con capitan Vitiello rientrano Goldaniga e Andelkovic, mentre Rajkovic e' squalificato e Cionek va in panchina; in avanti Quaison affianca Nestorovski, riferimento piu' avanzato. Inizio equilibrato con ritmo lento e dopo 7' la prima occasione del match e' per il Palermo: punizione da sinistra di Hiljemark e inserimento, in posizione regolare di Goldaniga che non colpisce bene e manda sul fondo sprecando una buona occasione. La replica nerazzurra al 14' ma su tiro di Medel da fuori la palla arriva a Miranda che viene pescato in fuorigioco.
 
Al 29' punizione di Banega, Kondogbia sul secondo palo colpisce male di testa. Al 32' occasione Inter: traversone di Santon dalla sinistra, la palla arriva a Medel che e' libero in area, sul suo destro salva Andjelkovic. Al 35' lancio di Banega per Perisic che entra in area e prova il sinistro, Posavec sfiora con i pugni e salva i suoi. Poco dopo su calcio d'angolo girata di testa di Miranda che si spegne di un soffio a lato sul secondo palo. Il Palermo torna a farsi vedere al 42' con Aleesami che dopo una respinta di Handanovic avrebbe l'occasione per tirare in porta ma non lo fa, la palla arriva a Hiljemark che spara altissimo. Al 43' ci prova ancora Medel e il suo pallone sfiora il palo alla sinistra di Posavec. Il primo tempo si chiude 0-0. Nella ripresa buon inizio dei rosanero che al 3' passano in vantaggio: su traversone di Hiljemark respinta di Santon, palla a Rispoli che prova il destro da fuori, sfortunata la deviazione di Santon che spiazza Handanovic. Si fa male Quaison che al 10' deve lasciare il posto a Sallai. L'Inter subisce il colpo ma al 14' ci prova con cross di Eder e colpo di testa di Medel di poco fuori. Al 18' Posavec si oppone in angolo su una conclusione di D'Ambrosio. Al 22' punizione di Chochev e palla alta sopra la traversa. Doppio cambio per de Boer che al 23' inserisce Candreva e Miangue al posto di Perisic e Santon. Al 25' punizione di Banega e colpo di testa di Icardi che manca di pochissimo il gol; proteste dei giocatori del Palermo ma la posizione era regolare. Al 27' l'Inter pareggia: ottimo cross di Candreva da destra e stacco di testa di Mauro Icardi che lasciato tutto solo davanti alla porta non sbaglia. Al 32' fuori Nestorovski che lascia il posto a Balogh. Al 33' altro bel cross di Candreva ed Eder non arriva per un soffio a colpire il pallone a botta sicura. Al 40' dentro Cionek per Andelkovic. Al 42' ci prova Sallai da fuori ma la sua conclusione trova pronto Andanovic