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VIDEO - DE BOER E LA PRIMA CONTRO LA JUVENTUS: ''CON LA JUVE IL CUORE NON BASTA''

Pubblicato il 17/09/2016
Frank De Boer in conferenza stampa prima di Inter-Juventus, a seguire la diretta testuale e quella video. De Boer ha ribadito per l'ennesima volta il concetto di voler vincere giocando bene e che vede una squadra che lo segue e che ha tutte le qualità per imparare al più presto la sua filosofia del calcio. Poi al solito cade in una delle sue grandi contraddizioni. Prima ad una domanda risponde che se sono arrivate tante sconfitte non è un problema caratteriale o di testa dei suoi giocatori. Poco dopo ad una domanda molto simile risponde che quello che non bisogna mai fare è perdere palla perché se perdi palla subisci sempre azioni pericolose e contro una squadra come la Juve può essere fatale e purtroppo l'Inter ha perso spesso palla per un problema di testa, perché i ragazzi hanno perso la testa. Quindi ci chiediamo l'Inter perde la testa quando scende in campo o non la perde?

LA CONFERENZA TESTUALE INTEGRALE

Come intende gestire Gabigol? 

 

E’ bello sapere che è arrivato, è buono che abbia già feeling con lo stadio, con l’ambiente. Ha fatto un piccolo allenamento oggi, spero sia disponibile il prima possibile, Sempre bello avere a disposizione qualità del genere. Speriamo possa dimostrare quello di cui è capace. Dobbiamo valutare per prima cosa la sua condizione, ma sono convinto che possa aggregarsi molto presto.

Fatto l’11 titolare? 

Ho già un’idea di come giocare. Nell’allenamento di oggi ci prepareremo livello tattico e oggi la squadra saprà chi giocherà.

Percentuale condizione? 

In questo momento tutti sono pronti per giocare 90 minuti, tutti sono in grado di iniziare e giocare 90 minuti. Non ci sono più scuse per non essere in forma a livello fisico. C’è chi ha giocato con la nazionale, chi ha lavorato qui al massimo. Siamo molti vicini alla condizione che vogliamo.

Situazione Perisic e Ansaldi? Possono giocare? 

Ansaldi sicuramente no, Perisic è convocato.

Parlato con i giocatori?

Abbiamo analizzato quello che è successo, bisogna migliorare, credere in noi stessi. Abbiamo dimostrato negli ultimi minuti del primo tempo e nei primi del secondo tempo quanto abbiamo potuto fare, creando occasioni e giocando bene. Dopo il gol abbiamo perso la testa. Ho parlato con i giocatori, abbiamo analizzato la situazione, hanno capito che bisogna giocare sempre con la stessa intensità dopo il gol, non bisogna cambiare l’approccio. La squadra deve mantenere la stessa tensione anche se si cambia modulo. Giocare solo con il cuore non basta, bisogna giocare con la testa.

Inter sempre in svantaggio, problema di approccio? 

Credo che in tutte le partite abbiamo avuto abbastanza opportunità per segnar per primi, poi purtroppo non è successo. E’ solo questione di tempo, poi segneremo e non concederemo gol. Spero cambi presto la situazione, ma non credo sia legata a una questione mentale. Forse easvolte dopo i gol abbiamo peso un po’ la testa, mentre invece prima del gol avevamo occasioni. Con la Juve non si gioca solo col cuore, ma anche con la testa. Se si concede un gol e poi si perde la testa loro ti puniscono. Non bisogna assolutamente farlo.

Quale errore non si deve commettere domani?

Abbiamo visto il Siviglia contro la Juventus, ha perso palloni in fase di costruzione, un po’ deboli ed è successo anche a noi contro il Pescara. Abbiamo visto quanto è pericoloso perdere palloni in quel senso. Quando si perde palla in questo modo tutti gli avversari possono essere pericolosi. Contro la Juve può essere più pericoloso.

Momento più difficile della tua carriera ora? 

Durante la mia carriera ho trascorso tanti momenti difficili, l’Ajax era un grade club e quando non arrivavano i risultati la pressione c’era. Io do il massimo e credo di fare la cosa giusta quando prendo le decisioni. La pressione è alta in qualsiasi grande club. Quando si ottengono risultati positivi la pressione è più bassa. Nei grandi club però è alta, io sono capace e sono ingrato di caricarmi di questa pressione.

Moratti ha detto che la prestazione della squadra contro l’Hapoel sembrava un allenamento. Come può cambiare l’atteggiamento?

Non credo sia difficile che la squadra abbia altre motivazioni. Tutto l’ambiente vuole dimostrare di cosa è capace, la partita viene guardata da tutto il mondo. La motivazione deve esserci sempre, devono giocare con la stessa mentalità sempre, approcciandosi allo stesso modo anche contro l’Empoli. L’allenatore del Feyenoord, van Bronckhorst, ha perso 9 partite di seguito, una parte del club voleva esonerarlo, mentre alla fine chi aveva i poteri decisionali ha deciso di tenerli. Il Feyenoord ha battuto il Manchester ora e chi lo voleva mandare via esulta con lui. Ho sempre creduto che fosse un grande allenatore, ha avuto un momento difficile, ma ora sta ottenendo i suoi risultati. Nel calcio succede questo.

Cosa vuol dire giocare il derby d’Italia? 

Rappresenta una partita particolare per tutti, per me è il primo, è qalcosa di speciale, anche quest’esperienza. Ho voglia di affrontare la partita con uno stadio pieno e sentire quanto i tifosi ci possano supportare. Con partite di questo tipo a volte la motivazione serve meno, perché si tratta di una partita speciale per tutti. I ragazzi dimostreranno il loro meglio, ma non deve essere fatto solo con la Juve, ma in tutte le partite, così deve essere quando si è professionisti. Bisogna sempre dare il 100%, mantenere alte le motivazioni. Non è solo con la Juve che si vincono i campionati, ma approcciandosi sempre in modo corretto. Se si fa questo arriveranno i risultati.

Formazione stabile? 

Credo che in futuro sarà così, la situazione sarà un po’ più chiara. Io devo pensare a lungo e breve termine, non si possono prendere rischi con infortuni, abbiamo tante partite in pochi giorni, bisogna trovare il giusto bilanciamento e proteggere giocatori che devono essere in forma fino a dicembre. Ogni allenatore vorrebbe avere il 90% di giocatori che rappresenta il gruppo principale, consentirebbe di avere più automatismi, in futuro sarà così.

Quanto studia gli avversari? 

Abbiamo sempre rispetto per l’avversario, contro l’Hapoel abbiamo analizzato bene le immagini, lo staff e anche io l’ho fatto. Dopo aver analizzato si arriva a delle conclusioni, su come possiamo creare pericoli e come possono arrivare. Analizziamo tutti gli avversari con lo stesso impegno, poi dopo aver analizzato si possono cambiare dei dettagli, come il pressing da fare. Bisogna capire, ad esempio, se ci dà vantaggi o no. Io poi faccio le mie scelte.

Variare qualcosa per la Juve? 

Vedrete domenica. Bisogna rispettare gli avversari e analizzare come giocano, sia analizzare la nostra filosofia per capire come fare male a loro.

Si aspettava di finire sotto processo? 

Ci si fa sempre un’idea di quello che si può trovare in un’avventura di questo tipo. Alcune cose devono migliorare, alcune vanno come devono. Succede in tutte le squadre, non è facile arrivare subito ai risultati, ma con il club dietro, con la qualità dei giocatori che abbiano credo possano arrivare i risultati che ci prefiggiamo.

Perché un tifoso dopo queste quattro partite deve essere ottimista? 

Loro sono i nostri tifosi, devono credere in noi. Per noi è necessario il loro sostegno, è importante che i tifosi in questi momenti restino vicino al club. Abbiamo bisogno del loro calore, perché fa tirare qualcosa in più.

La Juventus arriva nel periodo peggiore? Cosa può tirare fuori dai suoi ragazzi?

Dobbiamo accettare che adesso il calendario ci fa affrontare la Juve, rispetto i risultati che stanno ottenendo, ma non dobbiamo avere paura. Dobbiamo lavorare duro, la squadra con il supporto dei tifosi può ottenere un buon risultato. Tutto deve andare bene ovviamente. La Juve è una squadra solida, difficile da battere, ma l’anno scorso nel ritorno di Tim Cup l’Inter stava ottenendo un buon risultato. Se riusciamo a mettere quella combattività possiamo ottenere un buon risultato.

40 giorni di lavoro, lei come si sente alla vigilia della partita? Si aspettava una pressione del genere in Italia? 

Quando si è l’allenatore dell’Inter la pressione c’è sempre, la pressione di fare risultati, non bastano una, due, tre o quattro settimane per cambiare tutto. Quello che stiamo facendo tutti qui è lavorare duro per riuscire a migliorare. Lo abbiamo fatto e lo faremo ancora, la pressione è alta, ma tutti possiamo guardarci allo specchio dicendo che stiamo facendo il massimo per ottenere i risultati dell’Inter. Sono convinto che ce la faremo, non è facile in un periodo breve, ma ci riusciremo. E’ un progetto, lo faremo per noi e per i nostri tifosi. Anche i tifosi sanno che ci vuole tempo.

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