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ALLEGRI: “NON BASTA ESSERE A CARDIFF. DOMANI BISOGNA VINCERE”

Pubblicato il 02/06/2017
Serenità e consapevolezza. È questa la ricetta di Massimiliano Allegri alla vigilia della gara più importante della stagione per i bianconeri. Una gara attesa, desiderata e adesso che la coppa è a portata di mano, il tecnico bianconero sa che serve l’ultimo sforzo per coronare il sogno di alzarla al cielo dopo ventuno anni. 
Nessuna ansia inutile serpeggia tra i bianconeri ma solo tanta voglia di far bene, di giocarsela fino alla fine e avere la lucidità per sfruttare i momenti favorevoli e gestire quelli più difficili.
 
LA GRANDE ATTESA – Se a Berlino due anni fa la Juve arrivò in finale quasi inaspettatamente, quest’anno c’è una consapevolezza diversa dei propri mezzi. “Le vittorie di quest'anno sono state di allenamento per questa partita – dice Allegri nella conferenza stampa dal Millennium  Stadium – Quest’anno è cambiato completamente il modo di approcciare le partite, la Juve è molto cresciuta. I ragazzi si sono preparati nel migliore dei modi. Era tanto che non ci allenavamo una settimana di seguito ed è stata lunga. La squadra è molto serena e convinta e sono sicuro che farà una grande prestazione. Le finali passano attraverso i dettagli, dobbiamo sfruttare i nostri punti di forza e andare a colpire il Real nei suoi punti deboli. Bisognerà capire quando dovremo attaccare e quando dovremo difendere. Dobbiamo avere la convinzione di portare a casa questa coppa e avere più voglia e sacrificio del Real Madrid. Non basta essere qui a Cardiff: domani bisogna vincere”.
 
FORMAZIONE – La scelta dello schema da schierare dipenderà anche dalla presenza di Isco o Bale tra le file del Real. Allegri ammette di non aver ancora deciso gli undici: “Bale dà ordine e velocità, Isco dà più imprevedibilità e gioca più dentro il campo e con lui sono più disordinati in fase difensiva. Noi dovremo essere diabolici nel colpire quando loro concederanno delle chance – spiega - Non ho ancora scelto la formazione. È una partita che può durare 90 minuti o 120. Se speri di vincerla prima, allora giochi in un certo modo, altrimenti hai bisogno dei cambi. La panchina domani deve risultare determinante”.
 
LA PAROLA CON LA “T” – A Torino si preferisce non pensare a cosa comporterebbe vincere anche la Champions, dopo il Campionato e la Coppa Italia. Sarà per scaramanzia, sarà per allentare la tensione, ma nessuno sembra pensarci. “Non ci ho pensato, ho vissuto giorno dopo giorno. Abbiamo vinto Coppa Italia e campionato e ora c'è la partita di domani”. La chiude velocemente Allegri che poi parla di alcuni singoli: “Higuain non deve dimostrare niente, ha già fatto gol pesanti come contro il Monaco. Sono sicuro che domani farà una grande partita. Dybala è cresciuto molto anche sotto l'aspetto caratteriale, ha giocato partite straordinarie e domani non subirà la pressione. Mandzukic sta facendo cose importanti, è un giocatore che ha già vinto. Fortunatamente ho una rosa importante, siamo cresciuti tutti e siamo arrivati al posto giusto nel momento giusto. Abbiamo la convinzione di poter vincere ma con grande rispetto e umiltà, che sono caratteristiche che ha sempre avuto la Juve".
 
GIGI BUFFON – Il capitano bianconero vive con serenità questa vigilia ma ha anche la giusta tensione che una finale di Champions richiede. Già, la finale di Champions… per Gigi sarebbe la ciliegina sulla torta di una splendida carriera. E il capitano vuole alzarla quella coppa, e non ne fa di certo mistero. “Giochiamo contro una squadra come il Real che ha feeling con le finali vinte – dice Buffon, seduto accanto al tecnico - noi invece con quelle perse. Perciò è arrivato il momento di cambiare la storia e di vivere la favola che sia noi che i tifosi sogniamo. Sentiamo la loro spinta e il loro calore, questo deve essere uno stimolo in più da utilizzare per superare i momenti di sofferenza che ci saranno durante la partita. Diventare il capitano più veterano ad alzare la Champions mi darebbe tanta gioia, perché nella vita non c'è nulla di più bello che ricevere una gratificazione dopo tanto lavoro. Per quanto riguarda Dani (seduto accanto al capitano ndr) oggi posso dire che per me lui è stata una vera e propria rivelazione: a 39 anni, pensavo di non aver più nulla da imparare da un compagno, invece da lui ho imparato tantissimo – prosegue - Mi e ci ha fatto capire come persone come lui, Cristiano Ronaldo e Messi siano riusciti a vincere così tanto, mantenendo comunque una certa umiltà. Per me sarà una partita speciale, non ho la prospettiva di 3-4 anni di calcio davanti – conclude - e voglio affrontare la partita in modo da non avere rimpianti”.
 
DANI ALVES – Se c’è uno tra le fila bianconere abituato a giocare e vincere queste partite, è Dani Alves. Il brasiliano però non si sente superiore e nemmeno più importante del resto della squadra e sottolinea che la forza del gruppo è quella collettiva e non quella dei singoli. “Siamo dei privilegiati e dobbiamo goderci il momento, a prescindere dall'avversario – esordisce il brasiliano - ma dobbiamo anche fare in modo che quella di domani sia una serata ancora più speciale. Se mi sento più responsabile perché ho più esperienza internazionale? Sicuramente la vita mi ha portato qui per vivere un sogno che ho già vissuto in altre occasioni, i miei compagni più giovani non hanno avuto la possibilità e voglio condividerlo con loro. Un giocatore come Buffon merita di vincere un trofeo come questo: non penso che la Champions cambi qualcosa nella carriera di Buffon, ma sicuramente gli darebbe qualcosa in più. Siamo molto vicini al traguardo ma dobbiamo cogliere l'opportunità per entrare nella storia: vincere la Coppa con Gigi prima che si ritiri sarebbe un grandissimo risultato per me – aggiunge - Il calcio mi dà di nuovo la possibilità di vincere una Champions, stavolta con la Juve, e farò di tutto per riuscirci. Se dormo bene? Benissimo, come tutti i giorni, e lo consiglio anche ai miei compagni, perché domani sera ci sarà da lavorare sodo. Non sono nessuno per dare consigli ai miei colleghi, anche loro hanno vinto trofei e titoli importanti, io mi considero un eterno apprendista”.