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LA JUVE LASCIA CARDIFF A MANI VUOTE. IL REAL MADRID E’ ANCORA CAMPIONE D’EUROPA

Pubblicato il 03/06/2017
La Juventus non riesce a coronare il sogno europeo e deve arrendersi al Real Madrid che conquista la seconda Champions consecutiva con quattro reti. Dopo lo svantaggio firmato da Ronaldo nel primo tempo, cui Mandzukic rimedia con una splendida rovesciata, i bianconeri nella ripresa si spengono. La squadra di Zidane domina la gara e in tre minuti stordisce la Juve con un uno-due micidiale firmato da Casemiro e ancora da Ronaldo. Gli uomini di Massimiliano Allegri non riescono a reagire nonostante i cambi, non si fanno mai vedere dalle parti di Navas e rimangono in dieci quando Cuadrado si fa espellere. Al 90’ incassano la quarta, pesantissima rete. Ma la partita era finita già molto prima. 
 
GLI UNDICI DI MONACO – Allegri sceglie la formazione che ha permesso alla Juve di arrivare a questa finale: Buffon tra i pali, Barzagli, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro in difesa, Khedira e Pjanic in mezzo, Dani Alves, Dybala e Mandzukic dietro Higuain. 
 
CR7, MM17 – La Juve parte subito aggressiva e sono di Higuain le prime due conclusioni, entrambe controllate bene da Navas. Il primo vero brivido però arriva con il tiro potente da fuori di Pjanic che impegna il portiere dei blancos per trovare la deviazione giusta. La BBC lavora in maniera puntuale e organizzata man mano che il Real guadagna metri col possesso palla. 
Ronaldo al 20’ porta i suoi in vantaggio con un colpo di prima sul secondo palo sull’assist di Carvajal. La deviazione involontaria di Bonucci allarga la traiettoria del destro del portoghese. 
La reazione della Juve non tarda ad arrivare: al 27’ Mandzukic supera Navas con una rovesciata spettacolare. Il croato aggancia con il petto la sponda di Higuain e poi beffa il portiere costaricano con una parabola a spiovere. Dopo la rete fondamentale di Mandzukic, i bianconeri riprendono fiducia e tornano a pressare come nell’avvio di gara. 
La gabbia dentro cui è chiuso limita le giocate di Dybala. Zidane non aveva fatto mistero di temere l’argentino e le marcature che lo chiudono non smentiscono il tecnico francese. 
 
UNO-DUE BLANCO – L’inizio della ripresa è frammentata per l’infortunio a Bonucci prima e Dani Alves dopo. Entrambi i giocatori comunque recuperano in fretta. Quando anche Khedira viene buttato giù, il direttore di gara Brych ammonisce Kroos. 
Il Real è più aggressivo, Modric trova il pronto intervento di Buffon poi Marcelo non inquadra lo specchio. La Juve ha qualche difficoltà a gestire e paga alcuni errori di precisione che le impediscono di ripartire. 
I blancos raddoppiano al 61’ con una gran botta dalla lunga distanza di Casemiro sui cui Buffon, beffato dalla deviazione di Khedira, si muove con un leggero ma letale ritardo.
Tre minuti dopo è ancora Ronaldo ad andare a segno, mandando dentro il cross dal fondo di Modric. 
 
STRAPOTERE REAL – La prima mossa di Allegri per scuotere la gara è l’ingresso di Cuadrado per Barzagli. Poi Marchisio prende il posto dell’ammonito Pjanic. 
I bianconeri sembrano aver perso lucidità e questo permette al Real di dominare la gara. 
La partita di Dybala finisce al 77’, quando lascia il campo a Lemina.
Cuadrado guadagna una punizione sulla fascia, Dani Alves la calcia in mezzo e Alex Sandro prova a deviarla di testa. Il tiro del brasiliano però si rivela troppo largo e si spegne sul fondo. 
Cuadrado lascia la Juve in dieci all’83’. Già ammonito, si innervosisce per l’atteggiamento di Sergio Ramos che, appena sfiorato dal colombiano che poco gradisce la sua provocazione nei confronti del guardalinee, esagera nella reazione ma Brych punisce il bianconero. 
Marcelo semina Lemina sul fondo, trova Asensio all’altezza del dischetto che al 90’ firma il poker madrileno.