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GIGI BUFFON: “SABATO SARA’ L’ULTIMA PARTITA ALLA JUVE”

Pubblicato il 17/05/2018
Dopo 17 anni, 7 scudetti (9 contando anche i due revocati), 6 Supercoppe italiane e 5 Coppe Italia, Gianluigi Buffon lascia la Juventus. Il capitano bianconero in conferenza stampa, accanto al presidente Andrea Agnelli, svela il suo futuro e annuncia che quella di sabato con il Verona sarà la sua ultima partita alla Juve. 
 
L’ADDIO - Sabato sarà la mia ultima partita con la maglia della Juventus – esordisce commosso il numero 1 della Juve che lascerà a Szczesny il suo posto tra i pali - Voglio finire con due vittorie importanti con l'accompagnamento di Andrea, dei miei compagni e del tifo. Non volevo arrivare come un giocatore con il motore fuso e non è stato così. Sono orgoglioso di questo, orgoglioso di aver potuto esprimere al meglio in campo il mio valore. Per me è questa la più grande gratificazione – continua il capitano - Non è così scontato per uno sportivo. Devo dire grazie alla Juventus: nel 2001 ha preso un talento straordinario e lo ha trasformato in un campione. Se a 40 anni sono ancora qui è solo merito della mentalità di questa squadra. Questa filosofia l'ho fatta mia e la userò anche in futuro nel post calcio se dovesse servire”.
 
FUTURO INCERTO  - Non è dato sapere per certo cosa riserverà il domani a Buffon, se continuerà a giocare all’estero o se lo aspetta un futuro da dirigente. “Adesso l’unica certezza è la partita che giocherò sabato -  ammette - Andrea è a conoscenza di quello che sta accadendo ed è un consigliere del quale non voglio privarmi. Fino a due settimane fa era risaputo che avrei smesso di giocare, adesso sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolanti sia in campo che fuori. La più importante mi è arrivata proprio da Andrea e dopo questi tre giorni densi di emozioni, la prossima settimana dopo qualche riflessione serena prenderò la decisione definitiva. Seguirò ciò che urla la mia indole e la ma natura. Di sicuro non mi sentirei a mio agio in campionati inferiori: sono un animale da competizione”.
 
IL CAMPIONATO - Il settimo scudetto di fila, sancito dall’aritmetica nella sfida di domenica scorsa all’Olimpico, non è stato facile da portare a casa e c’è da scommettere che a tratti abbia tolto il sonno a Buffon che voleva chiudere con la Juve portando a casa un altro trofeo. Non capita a tutti di finire da vincente. “Quest'anno è stato snervante e stancante, qualche perplessità per lo scudetto c'era dopo il match con il Napoli, dovevamo capire se eravamo ancora noi. E per l'ennesima volta abbiamo dato una risposta incredibile – commenta Gigi - L'importante era non macchiare questa mia vita nella Juve e non deludere certe persone che hanno creduto in me. La Juve è una società seria e deve programmare il futuro, sono il primo a capire questo e ho pensato fosse giusto proseguire così. Volevo solo finire nel miglior modo possibile. Non so se questa sia la Juve più forte, mancherei di rispetto a chi ha vinto qualcosa di più importante. Di sicuro però questa è la più solida e la più testarda”.
 
LA RINASCITA DEL 2010 – L’intervento alla schiena sembrava aver messo fine alla carriera di Buffon che invece ha accolto quella sfida e negli anni ha alzato un trofeo dietro l’altro. “Quell’anno per me è stato il momento della svolta – racconta - Ho deciso dentro di me che avrei trovato la forza per fare della mia carriera qualcosa di unico. Questa sfida ha fatto in modo che a distanza di otto anni ci troviamo qui con tanti trofei vinti e con tanta soddisfazione in più. All'epoca era impensabile anche per me. Mi nutro di ambizioni e sogni. Adesso il sentimento che prevale è una grande gratificazione per la vicinanza della società e dei compagni. Sarò incosciente ma del futuro non ho paura o comunque una paura moderata”.
 
NAZIONALE, CAPITOLO CHIUSO – Buffon ammette senza mezzi termini di aver concluso la sua avventura con la maglia azzurra: “Non ci sarò nella partita con l’Olanda. La Nazionale è un'altra parentesi che ha caratterizzato il mio percorso. Non ho bisogno di altri attestati di stima e affetto o celebrazioni varie. Le persone vanno rispettate se si pensa che abbiano un valore”.
 
CHIELLINI – Pensando al futuro, della Juve più che altro, Gigi rivolge infine un pensiero a Chiellini che editerà la fascia di capitano: “Non posso dargli consigli, abbiamo vissuto in simbiosi per 13 anni. Sappiamo bene in che modo si arriva ai risultati e Giorgio incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano della Juve. Gli faccio un in bocca al lupo speciale”.