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LAZIO CAPARBIA E LOTTATRICE, MA NON BASTA PER SFATARE IL TABU JUVENTUS

Pubblicato il 27/08/2016
 Che fosse un'impresa quasi impossibile lo si sapeva, che la tradizione fosse straordinariamente negativa anche, visto che la Lazio non riesce a battere la Juventus tra le mura amiche dal lontano 2003, quando Corradi e Fiore stesero i bianconeri per l'ultima volta. Ed in effetti, come da copione, la Juve vince all'Olimpico contro i biancocelesti che ancora una volta rimangono a mani vuote. Ma c'è un ma: questa, forse, è stata una delle migliori prove della Lazio al cospetto dei Campioni d'Italia, una corazzata spaventosa che però questa volta non ha di certo passeggiato sul prato verde dell'Olimpico di Roma. E' vero, il risultato, che poi è quello che conta, è negativo per i padroni di casa, ma la prestazione, l'atteggiamento, la voglia e anche alcune ottime prove individuali lasciano sperare in qualcosa di positivo in vista del futuro. Buonissime soprattutto le prove dei nuovi arrivati: Immobile guida l'attacco sgomitando e correndo per tutto il fronte d'attacco, Lukaku ara la fascia sinistra senza mai andare in difficoltà in fase difensiva sul lato presidiato da un certo Dani Alves e Bastos, all'esordio assoluto con la Lazio, dimostra di essere un solidissimo baluardo difensivo difficile da superare, un partner veramente perfetto per il redivivo De Vrij. Anche il centrale olandese è autore di un'ottima partita, dimostrando di essere praticamente recuperato al 100%, mentre soprattutto nel corso del primo tempo assolutamente positiva la prova di Senad Lulic. E allora cosa è che è mancato? Semplicemente un po' di cattiveria negli ultimi 25 metri di campo e la tenuta fisica, visto che i biancocelesti sono calati vistosamente proprio dal punto di vista atletico nel secondo tempo. Poi basta una disattenzione, arrivata tra l'altro da uno dei senatori della squadra, e la Juventus di certo non ti perdona. Dopo il minuto di silenzio dedicato alle vittime del terribile terremoto che ha scosso l'Italia nei giorni scorsi, si scende in campo. E la Lazio lo fa bene, approccia alla gara con carattere e grande aggressività, combattendo su ogni pallone senza mai risparmiarsi. Dal canto suo la Juventus, che fatica a trovare gli spazi per mettere paura ai ragazzi di Inzaghi, si limita a contenere con ordine e a rallentare il ritmo del gioco, aspettando con pazienza il momento giusto per accelerare. I primi squilli sono di marca juventina, con Dybala che come al solito è il più pericoloso dei suoi: dopo un rimpallo fortuito, è proprio l'argentino a cercare la porta con un colpo di testa che Marchetti comunque neutralizza in due tempi. Al 23' anche la Lazio si affaccia con pericolosità in avanti in ripartenza, con Felipe Anderson che scappa sulla destra per poi mettere in area un pallone basso e teso sul quale deve intervenire Buffon in allungo e poi Benatia di testa in anticipo su Immobile, spazzando con qualche apprensione. A causa del gran caldo intorno al 27' minuto il direttore di gara Guida, con il consenso delle due panchine, ferma il gioco per il primo time-out della stagione: poco più di un minuto a disposizione delle due compagini per dissetarsi e riordinare le idee prima di tornare a giocare. Al 33' sono gli ospiti a fare capolino nell'area di rigore avversaria con l'inserimento di Asamoah, il pallone viene deviato da Basta impennandosi e impegnando Marchetti in un rischioso intervento sulla linea di porta in due tempi. Il copione rimane il medesimo anche ad avvio di ripresa, con la Lazio che appare sempre concentrata e in partita, ma con il passare dei minuti i ragazzi di Inzaghi incominciano ad accusare la stanchezza. La Juve, sorniona, se ne accorge e ne approfitta iniziando a spingere sull'acceleratore. Al 12' doppia occasione bianconera: Mandzukic si vede respingere da Marchetti il piattone destro di controbalzo, poi Dybala spedisce di poco oltre il palo lontano con un velenoso diagonale mancino. Stessa sorte tocca alla conclusione sul secondo palo da parte di Khedira al 17', ma al 21' minuto il centrocampista tedesco si rifà: Biglia si fa beffare da una palla lenta in verticale che raggiunge proprio Khedira, bravo ad inserirsi nello spazio e a battere Marchetti con il destro. Fatale il buco difensivo del capitano biancoceleste che spalanca la strada alla Juventus, che ora deve solo amministrare il vantaggio maturato. Inzaghi lancia Djordjevic, assolutamente negativo, al fianco di Immobile sostituendo Basta, ma la Lazio non riesce a scalfire più di tanto la solida retroguardia di Allegri. Alla mezz'ora è il neo-entrato Patric a tentare la girata al volo in area che, deviata, vola alta sopra la traversa. Passano 10 minuti ed è Parolo a tentare la fortuna dalla distanza, ma la sua conclusione finisce tra i guantoni sicuri di Buffon. L'ultima emozione la regala il giovane talento Pjaca che, appena entrato, si mette in luce con una bella giocata: doppio passo e botta di destro, con Marchetti che blocca il tentativo del croato. Dopo tre minuti di recupero, Guida fischia tre volte mettendo fine alle ostilità. La Juventus dunque arriva alla pausa a punteggio pieno dopo due giornate, oltretutto non semplicissime, mentre la Lazio si ritrova a fare i conti col solito tabù che non riesce proprio a sfatare, ma l'impressione è che, con il mercato ancora aperto per quattro giorni, basterebbe colmare qualche falla soprattutto in attacco per poter puntare in alto.