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IL SOLITO IMMOBILE E LA NOVITA' MURGIA, MA DUE EX GIALLOROSSI E GLI ARBITRI ROVINANO LA FESTA

Pubblicato il 23/10/2016
 Doveva essere la partita della verità, la gara che doveva definitivamente inquadrare lo spessore reale della Lazio. Il match in trasferta contro il Torino, alla fine, racconta di una squadra che, seppur piena di assenze, è stata capace di lottare, soffrire, reagire, rimontare e offrire una prestazione nel complesso più che positiva. L'unico neo che ha rovinato una giornata che sarebbe potuta essere quasi perfetta, l'episodio a dir poco molto dubbio nel finale che ha deciso il risultato. Inzaghi, come detto, deve fare i conti con le molteplici assenze che falcidiano la sua rosa: ben 7 i giocatori out, con il reparto arretrato che deve fare a meno dei titolari Radu, De Vrij e Bastos, oltre che a Lukaku; a centrocampo pesanti le assenze di Milinkovic e soprattutto Biglia, mentre per quanto riguarda il reparto avanzato è Kishna a dare forfait. Di fronte un Torino in gran forma che vola sulle ali dell'entusiasmo, guidato dal grande ex Mihajlovic. Il primo squillo dell'incontro è di marca biancoceleste, con Felipe Anderson a cambiare gioco pescando sulla sinistra Keita che converge al centro e scarica il destro, ma la sua conclusione trova solo l'esterno della rete. I padroni di casa rispondo con tiri dalla distanza come quelli di Ljajic al 7' e di Baselli al 13' minuto che comunque non inquadrano lo specchio della porta. I ritmi sono alti e il gioco lo gestisce prevalentemente il Torino che al 20' trova il varco giusto per punire i biancocelesti: Lulic regala malamente la sfera agli avversari che ripartono immediatamente sulla destra con Zappacosta, bravo a pennellare un preciso traversone per Iago Falque che tutto solo al centro dell'area indirizza in rete di testa. Ma la Lazio rimane viva e spinge, sfiorando il pareggio al 35' minuto quando la Lazio si produce in un contropiede fulmineo: Keita, innescato da Immobile, scappa a campo aperto seminando la retroguardia granata ma, arrivato a tu per tu con Hart, spreca clamorosamente la ghiottissima occasione strozzando il sinistro e spedendo così il pallone al lato. Anche nella ripresa i biancocelesti continuano a macinare gioco accelerando la manovra. Al 7' minuto Immobile manca l'appuntamento con il gol fallendo una buona opportunità, facendosi respingere il destro da Hart, ma l'attaccante biancoceleste, aspramente bersagliato per tutto l'arco della partita da parte dei suoi ex tifosi, avrà modi di rifarsi ampiamente al 26'. Il gol del pareggio infatti è un vero e proprio capolavoro: bella accelerazione sulla destra di Anderson che pesca perfettamente sul secondo palo proprio Immobile, straordinario nel coordinarsi per poi calciare al volo in mezza rovesciata andando ad incastonare una perla in fondo alla rete granata. Al 33' sia Inzaghi che Mihajlovic mischiano le carte e le loro mosse si riveleranno fondamentali: la Lazio inserisce il giovane Murgia al posto di Keita, mentre il Torino si sbilancia alla ricerca del nuovo vantaggio sostituendo Baselli con Maxi Lopez. Ma i granata non riescono a riorganizzarsi col nuovo modulo, mentre gli ospiti continuano ad attaccare. Al 37' grande azione in verticale con Murgia che chiude il triangolo con Cataldi che può andare al tiro a tu per tu con Hart, bravo a deviare in angolo. Un minuto dopo, sugli sviluppi di un altro corner, è proprio Murgia a svettare indisturbato nel cuore dell'area avversaria andando a siglare il primo gol con l'aquila sul petto di testa. Sembra fatta e nel finale Inzaghi si copre ancora di più, inserendo un altro giovanissimo, il difensore Prce al posto di Felipe Anderson, mentre Mihajlovic tenta il tutto per tutto gettando nella mischia anche Boye per Valdifiori. Il Toro attacca con foga ma con scarsi risultati e allora è la sestina arbitrale a dare una mano ai granata: è il 46' minuto quando un cross di Ljajic viene intercettato in maniera del tutto involontaria con un braccio da Parolo che era addirittura girato di spalle, l'arbitro Giacomelli in un primo momento non fischia ma poi, su segnalazione dell'assistente di porta Di Paolo, concede al Torino un calcio di rigore molto generoso. Lo stesso Liajic insacca dagli undici metri, fissando il punteggio sul definitivo 2-2. Rimangono dunque dei rimpianti, come era d'altronde successo anche domenica scorsa con il Bologna, ma questa Lazio dà comunque l'idea di essere una squadra viva su uno dei campi più difficili della serie A in questo momento, senza dimenticare le tante assenze. La strada sembra dunque essere quella giusta, ma ora c'è bisogno di ritrovare i tre punti, cominciando magari con il turno infrasettimanale che vedrà la Lazio affrontare all'Olimpico il Cagliari.