background

L'AQUILA ABBATTE IL GRIFONE, SECONDO POSTO AD UN PUNTO

Pubblicato il 20/11/2016
 Ritorna alla vittoria la Lazio dopo la pausa per le nazionali, un dato importante che mancava da 15 mesi. Un dato reso ancor più prezioso dal fatto che il successo contro il Genoa regala alla compagine di Inzaghi l'ottavo risultato utile consecutivo ed una posizione in classifica invidiabile. Probabilmente, però, il segnale più positivo lo fornisce la prestazione offerta dai biancocelesti contro una squadra ostica che, a parte l'occasione del gol di Ocampos, non è riuscita praticamente mai ad impensierire i padroni di casa. La Lazio invece confeziona l'ennesima prova di grande maturità: solida e sicura in difesa, con un Wallace impressionante e decisivo sia in copertura che nell'area avversaria, compatta e fluida in mezzo al campo e cinica e spietata in attacco, anche quando manca la zampata del solito Immobile. Da sottolineare poi la maiuscola prestazione di Felipe Anderson, un giocatore pienamente ritrovato a grandissimi livelli, capace di aiutare la squadra nel momento del bisogno in copertura, ma anche decisivo nella metà campo avversaria. E' proprio il brasiliano ad aprire le marcature al 10' minuto grazie ad una splendida staffilata dalla distanza, un gioiello prezioso che va ad incastonarsi nell'angolino basso alla sinistra dell'impotente Perin. Tre minuti più tardi è Keita a provare la soluzione personale con una delle sue classiche azioni palla al piede partendo da sinistra per poi tagliare al centro, il suo destro però è potente ma impreciso e conclude la propria corsa alto sopra la traversa. Unico vero squillo targato Grifone al 22', quando Pavoletti anticipa sul primo palo Wallace su un cross da sinistra, con la sfera che però si perde di poco sul fondo. Alla mezz'ora doppia clamorosa occasione per la Lazio: Keita, imprendibile sulla sinistra, sfonda in accelerazione e converge in area per poi servire al centro Immobile sul colpo di testa del quale si immola sulla linea di porta Burdisso salvando i suoi; sul proseguo della stessa azione è Milinkovic a crearsi ottimamente una ghiottissima opportunità, ma il serbo spreca tutto al momento del tiro calciando debolmente tra le braccia di Perin. Il primo tempo si chiude sul risultato di 1-0 per i biancocelesti, un bottino troppo esiguo per quanto visto durante i primi 45 minuti. Ed il Genoa infatti, al rientro in campo, fa subito capire alla Lazio quanto sarebbe stato importante andare al riposo almeno con il raddoppio in tasca: è il 7' minuto quando Ocampos, sfruttando l'unica leggerezza laziale della gara, si inserisce palla al piede fra le maglie della retroguardia di Inzaghi e con un bel diagonale batte Strakosha, ristabilendo la parità. Ma l'equilibrio è destinato a durare poco, visto che la Lazio non accusa il colpo ma anzi reagisce alla grandissima, trascinata da uno straripante Anderson. Il ragazzo col numero 10 sulle spalle, 4 minuti più tardi, si rende protagonista di uno spunto eccezionale sulla destra esibendosi in una delle sue accelerazioni per poi inserirsi pericolosamente in area, l'unica opzione per Orban per fermare il brasiliano è stenderlo: il calcio di rigore è netto e il capitano Lucas Biglia non si fa pregare spedendo la sfera sotto la traversa dagli 11 metri. Al 19' Parolo sfiora il suo primo gol stagionale con una bordata dalla lunga distanza che si infrange sul palo, ma un minuto dopo ci pensa Wallace a calare il tris: un rimpallo fortuito smarca tutto solo davanti a Perin il gigante brasiliano che con l'aiuto del palo insacca per il definitivo 3-1. Nel finale c'è gloria anche per Strakosha che al 36' minuto respinge ottimamente la zampata di Ninkovic, mentre allo scadere Orban decide di coronare degnamente la sua prestazione negativa facendosi espellere a causa di un contatto proibito con Immobile a palla lontana. Vola dunque l'aquila a quota 25 punti in classifica, appena uno in meno della Roma, fermata a Bergamo da un'Atalanta che sta stupendo tutti. E ora il calendario si fa interessante: prima il Palermo, poi sarà derby...