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LAZIO, MA CHE FAI? I BIANCOCELESTI SI SUICIDANO E REGALANO IL DERBY ALLA ROMA

Pubblicato il 04/12/2016
 Fa tutto da sola la Lazio che approccia bene al match più importante dell'anno, sembra mettere paura alla Roma in avvio, ma poi progressivamente svanisce lentamente dal campo fino ad arrivare ai due episodi da brivido che regalano il derby ai giallorossi. In una stracittadina non di certo divertente e spettacolare, la differenza l'hanno fatta degli erroracci individuali inammissibili che la Roma ha avuto il merito di sfruttare appieno con grande cinismo e concretezza. Come detto, è la Lazio a partire meglio, mentre gli ospiti si rintanano nella propria metà campo preferendo coprirsi e contenere l'entusiasmo iniziale biancoceleste senza riuscire praticamente mai a farsi vedere con pericolosità dalle parti di Marchetti. Al 12' minuto il primo squillo della Lazio con Parolo che serve di sponda Immobile, bravo a controllare per poi sparare una bordata che sorvola la traversa. Azione simile al 20' quando sempre Immobile si rende pericoloso, ma la sua conclusione è nuovamente fuori misura. Nove minuti più tardi arriva il primo episodio controverso della gara: in occasione della prima vera proiezione offensiva romanista, Bruno Peres cade proprio al limite dell'area sul contrasto di Biglia. Il direttore di gara Banti indica il dischetto del rigore, poi su indicazione dell'arbitro di porta concede alla Roma solo una punizione del limite destro dell'area e ammonisce il capitano biancoceleste. Difficile, anche dopo vari replay, capire sia la posizione esatta di Bruno Peres al momento della caduta, sia l'entità del contatto stesso. Si chiude praticamente qui un primo tempo dai buoni ritmi, ma dalle poche emozioni. Nella ripresa cambia improvvisamente il volto del match, a causa di un approccio da parte della Lazio assolutamente indecifrabile e controcorrente rispetto a quello che aveva avuto nel primo tempo. La Roma non fa niente di particolare per mettere in difficoltà i rivali e per vincere la partita, se non approfittare del clamoroso calo di tensione biancoceleste. La prima avvisaglia arriva al quarto d'ora quando Nainggolan da sinistra pesca al centro dell'area Dzeko che tutto solo da due passi schiaccia di testa a colpo sicuro, ma Marchetti è miracoloso nel togliere il pallone dalla porta. Passano appena 4 giri d'orologio e la Lazio combina il pasticciaccio che cambia definitivamente il volto del derby: è Wallace a macchiarsi di un orrore difensivo in fase di impostazione che etichettare come ingenuità sarebbe troppo riduttivo. Il difensore brasiliano, da ultimo uomo, invece di spazzare lontano un pallone innocuo preferisce avventurarsi in un goffo quanto scellerato dribbling nei confronti di Strootman che gli soffia il pallone da sotto il naso per poi scavalcare agevolmente Marchetti con un preciso tocco sotto. Scoppia giustamente la gioia romanista, che però non si limita ad una normale e naturale esultanza: purtroppo lo stesso Strootman si lascia andare ad una stupida provocazione nei confronti di Cataldi che si stava riscaldando a bordo campo. L'olandese decide di gettare dell'acqua addosso al giocatore laziale che reagisce afferrandolo da dietro dalla maglia. La bravata dell'autore del vantaggio romanista, che si lascia cadere come se fosse stato colpito da un pugile professionista, fa scaturire una clamorosa rissa che, alla fine, si risolve con l'espulsione di Cataldi, mentre Strootman viene graziato da Banti cavandosela con una semplice ammonizione. Senza fare praticamente nulla dunque, la Roma si ritrova di colpo in vantaggio grazie al regalo della Lazio che, subito il gol, non riesce a reagire nella giusta maniera. I nervi sono troppo tesi e le menti annebbiate, l'unica occasione creata dai padroni di casa è quella del 27' minuto quando in occasione di una mischia nell'area della Roma, Milinkovic spara al lato. Su questa azione, la Lazio protesta per un colpo di mano in area di Strootman, Banti ed i suoi sorvolano. E allora la Roma, al 31', chiude la partita: questa volta è Marchetti a fare un regalo natalizio in anticipo alla squadra di Spalletti che ringrazia e raddoppia con il destro da distanza siderale tutt'altro che irresistibile di Nainggolan. Continua dunque la tradizione negativa nel derby della Lazio che non vince da quel famoso 26 maggio in finale di Coppa Italia, mentre in campionato il successo manca dal lontano 2012. Con la sconfitta più bruciante che ci possa essere, si interrompe anche la striscia positiva biancoceleste che durava da 9 partite. La Roma invece vola al secondo posto in coabitazione con il Milan a quattro punti dalla prima della classe, la Juventus. La Lazio ora dovrà velocemente voltare pagina e continuare sul proprio cammino senza farsi condizionare dal risultato del derby, cercando magari di evitare di suicidarsi ancora come successo oggi.