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BROCCHI NEL POST PARTITA:

Pubblicato il 25/04/2016
Delusione e rabbia sono i sentimenti che si denotano dalle parole di Brocchi. La partita doveva portare tre punti utili alla rincorsa Uefa invece ha portato l’ennesimo ridimensionamento in una stagione costellata più da momenti negativi che da prestazioni positive. Queste le parole del tecnico rossonero dopo la sfida di Verona: "La partita di oggi mi ha fatto arrabbiare sono deluso dalla prestazione, un passo indietro. Con il carattere che ha contraddistinto la mia carriera da calciatore cercherò di uscirne da questa situazione e l’unico modo che conosco è il lavoro. Il Verona ha messo in campo l’orgoglio e la voglia di mettere in difficoltà il Milan, la mia squadra ha schiacciato off ad un certo punto e non è più riuscita a giocare da squadra. Così sono aumentate le difficoltà e si sono aperti molti spazi e poi questo è il risultato. Dal mio punto di vista posso parlare del mio inizio, ho avuto poco tempo per poter lavorare su tutto ma ora sono l’allenatore di questa squadra e devo prendermi la responsabilità di questo risultato e devo far sì che i giocatori mettano in campo quel carattere e quella voglia che io richiedo. Una squadra se smette di giocare da squadra e gioca da singolo automaticamente favorisce gli avversari dando a loro la possibilità di prendere fiducia e creare azioni pericolose. L’aspetto mentale è troppo importante. In quei momenti i giocatori dell’Hellas avevano più forza mentale dei miei. Voi che siete vicini a me nelle settimane sapete che il lavoro fatto in questi giorni non ha permesso di cambiare molto ma non è una scusante. Ognuno ha le proprie modalità non è che io non mi arrabbio ma ho il mio modo di fare. Ho le mie modalità, ognuno ha il suo modo di essere. Bisogna essere forti e io lo sono, sono sempre stato attaccato e sminuito. Sono stato attaccato dal punto di vista umano e mi è dispiaciuto ma ho dentro di me una grandissima voglia di lavorare e continuerò a farlo per trasmettere un carattere forte ai mie giocatori. Io non ho mai sentito la panchina vicina e non penso a quanto verrà l’anno prossimo, mi è stato dato il compito in questi 40 giorni di dare il massimo con le mie metodologie, sto cercando di fare il massimo per tirare fuori ciò che ho di buono. Se la società deciderà di puntare su di me sarò felicissimo se invece ciò non succederà andrò avanti e vedremo cosa accadrà. Sapevo già che sarebbe stato un compito difficile. C’è stato un confronto con il dott. Galliani, lui sa quello che facciamo in maniera dettagliata a Milanello ogni giorno e quindi c’è stato solo un confronto, nulla di più. Jose mauri era la prima partita che faceva dall’inizio e siccome era un po’ in difficoltà e Kucka poteva essere più utile sulle palle da recuperare ho pensato di fare quel cambio. Non siamo stati precisi nell’occasioni.  – un ultima domanda circa l’ex tecnico milanista - Io con Sinisa ho sempre avuto un ottimo rapporto, ho una grandissima stima per lui. Se lo conosco un po’ so  che non è assolutamente felice se il Milan perde, la stima che c’è per lui è alta e forte".