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SARRI: ''ABBIAMO CAPITO SUBITO COME BATTERE LA LAZIO''

Pubblicato il 03/02/2016
«Siamo stati bravi nel primo tempo a capire dove potevamo vincerla». Queste le parole di Maurizio Sarri nella conferenza post partita di Lazio - Napoli che aggiunge: «La Lazio cercava di toglierci spazio, giocava molto corta ma erano anche costretti a giocare con una linea difensiva molto alta. Noi siamo stati bravi ad attaccarli in profondità. Non mi è piaciuto, però, come abbiamo gestito la ripresa: forse inconsciamente abbiamo cercato di risparmiarci ma non mi piacciono queste gestioni».
Punti importantissimi ma questa squadra ha ancora dei limiti: «Potevamo fare un secondo tempo diverso. Dovevamo palleggiare nella metà campo avversaria ed invece abbiamo perso tante palle nella nostra metà campo. Alla fine abbiamo dato la forza alla Lazio di sperarci e questo non doveva succedere. Questo mi fa pensare che siamo più adatti a macinare gioco che a controllare il gioco».
Un pensiero va ad alcuni suoi giocatori«Callejon prima segnava in Europa League e ora anche in campionato. Era una anomalia ma la sua importanza esula dalle sue reti. Anche oggi, quando eravamo in difficoltà, è venuto a fare il quinto difensore. Per noi è un giocatore quasi irrinunciabile. Maggio ha fatto una buona partita, ha avuto qualche affanno nei primi minuti ma nel complesso ha fatto una discreta partita contro avversari insidiosi, molto veloci e bravi nell’uno contro uno. Gabbiadini per 70 giorni ha avuto problemi alla caviglia, è ovvio che, attualmente, abbia qualcosa in meno dal punto di vista fisico. È rimasto coinvolto anche sul mercato, dato che aveva delle richieste. Ora tutto è finito, si sta allenando appieno e penso che in 15 giorni possa tornare a dare un contributo più elevato. Stasera, ad esempio, l’ho visto più vivo rispetto a domenica, e non è stata colpa sua se, quando è entrato, la squadra ha rinunciato a giocare».
Ma quali sono gli ingredienti segreti delle vittorie di mister Sarri? «Sono stato spesso al vertice ma in Serie D o in Serie C2. Quando uno arriva da lontano è difficile arrivare ai grandi livelli. Mi ritengo fortunato, quello che è successo a me succede a poche persone. Ci vuole bravura ma anche tanta fortuna. Ho conosciuto tantissimi allenatori bravissimi nei dilettanti o in Serie C e questo posso garantirtelo ma spesso è difficile emergere perché le difficoltà sono enormi. Cerco di essere naturale, senza maschere».
Infine si chiude parlando dei cori razzisti che anche stasera, hanno rovinato un atmosfera fantastica come quella dell’Olimpico… «Dal campo i cori contro i napoletani si sentivano pochissimo ma purtroppo noi siamo quasi abituati. Si sentivano i ‘buu’ a Koulibaly e penso che l’interruzione sia avvenuta per quel motivo. Anche io ho chiesto al quarto uomo di fare qualcosa perché la situazione era imbarazzante per il ragazzo. Irrati ha fatto bene. Poi c’è l’aspetto positivo di una vicenda positiva, ovvero che una parte dello stadio ha applaudito Koulibaly. Quando ci saranno più applausi che buu non ci sarà più bisogno di sospendere partite».