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FINALE: GERMANIA-ARGENTINA, VINCONO I TEDESCHI E' DELIRIO AL MARACANA'

Pubblicato il 13/07/2014
Dopo 24 lunghisimi anni è la Germania ad andare sul tetto del mondo grazir ad un gol di Gotze nei tempi supplementari...

“Questa sera, c’è il delirio al Maracanà…”
. Ha ragione Emis Killa che forse aveva previsto le 80.000 persone che stasera hanno assistito alla finale del mondiale tra Germania e Argentina e le altre centinaia di migliaia che sulla spiaggia di Copacabana, si godono la partita più attesa dell’anno sul maxi schermo. La partita del secolo, come l’hanno definita i tedeschi, è uno scontro tra Europa e America Latina, tra wurstel e asado, tra folk tirolese e tango, ma ha anche qualcosa di italiano, ovvero la terna arbitrale tutta tricolore composta da Rizzoli, Faverani e Stefani. Però ci sono anche le manifestazioni, gli scontri con la polizia e i feriti: questo è il clima che si respira intorno allo stadio, l’altra faccia del ‘delirio’ del Maracanà. 
 
PRIMO TEMPO – La gara si apre subito con una brutta tegola per la Germania che nel riscaldamento perde Khedira e al suo posto deve giocare il giovane Kramer. Nonostante ciò, parte bene e nei primi dieci minuti, è suo il possesso palla, mantenendo il pallone con continui passaggi e cercando il momento più opportuno per bucare la difesa avversaria che è molto solida. Al minuto 21 è però l’Argentina ad avere una ghiotta occasione con Higuain che, sfruttando un errore di Kroos, si ritrova da solo davanti a Neuer e prova il tiro dal limite ma la palla termina larga oltre il palo sinistro. Al 30’ proprio al Pipita viene annullato un gol per fuorigioco ma la brutta notizia per la Germania è l’uscita di Kramer che, dopo un piccolo infortunio subito durante i primi minuti di gioco, è costretto a lasciare il campo e al suo posto entra Schurrle. Altra occasione albiceleste al 39’ con Messi che riceve un bel filtrante e si ritrova a porta vuota ma il suo tiro viene sventato da Boateng. Nei primi 40’ di gioco è l’Argentina ad avere più occasioni che però non si concretizzano. Negli ultimi minuti di gioco però, è la Germania a tentare il colpaccio al 43’ con Kroos che tira centralmente e Romero para senza difficoltà, al 44’ con Klose che intercetta un traversone e al 47’ Howedes prende un palo… I tedeschi sono micidiali sulle palle inattive ma la gara è molto equilibrata e la prima frazione di gioco si chiude sullo 0 a 0. 
 
SECONDO TEMPO – Il secondo tempo si apre con Aguero in campo al posto di Lavezzi e con un’occasione per l’Argentina con Messi che raggiunge un cross in area ma tira senza precisione, scagliando la palla larga oltre il palo destro. Il cambio di modulo con Messi dietro al Kun e a Higuain sembra dare buoni frutti da subito. Se il primo tempo è stato scoppiettante, in questa seconda frazione di gioco le squadre sembrano essere più stanche. Al 71’ però c’è un’occasione per la Germania con Shurrle che ci mette troppo tempo nel controllare la palla e viene beffato da un avversario, bravo a recuperare e a rubare la sfera. La partita comunque non regala troppe emozioni e a 13 minuti dalla fine, Sabella si gioca la carta Palacio al posto di uno spento Higuain ma il cambio non dà le garanzie sperate. All’88’, Klose viene sostituito da Goetze e molto probabilmente, per l’attaccante della Lazio, questo è stato l’ultimo Mondiale (anche in questa edizione però, il tedesco ha detto la sua superando Ronaldo nel record di gol,16). Il livello di intensità è sceso notevolmente e 90’ non bastano per decretare la vincitrice di questa edizione dei Mondiali, quindi si va ai supplementari. 
 
PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE – Al 1’ è la Germania ad avere un’occasione con Schurrle che aggancia un passaggio e fa partire un tiro centrale ma Romero c’è. Al 98’ è Palacio ad andare vicino al gol ma il tiro non è preciso e la palla termina larga oltre il palo sinistro.  Anche il primo tempo supplementare si chiude a reti inviolate.
 
SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE – Le squadre sono stanche e il nervosismo si fa sentire: al 109’ Aguero contrasta irregolarmente Schweinsteiger che ha bisogno delle cure mediche. Rizzoli vede tutto ma il buon senso gli suggerisce di non punire il Kun che ha già un cartellino giallo e potrebbe così lasciare l’Argentina in 10. Al 113’ però Goetze porta in vantaggio la Germania: intercetta un bellissimo cross e la mette sul palo destro. La gioia è alle stelle e la felicità dei tifosi tedeschi allo stadio (seppur in minoranza), si fa sentire. Niente e nessuno può fermare le furie teutoniche, nemmeno Leo Messi che  al 118’ prova a pareggiare i conti ma il suo tiro termina oltre la traversa. La partita si chiude con una punizione a favore dell’albiceleste battuta proprio dalla Pulce che però tira altissima. 
 
Finisce così: dopo ventiquattro anni, la Germania vince la Coppa del Mondo. Ha vinto la squadra che ha meritato di più, quella che non ha mai abbassato la testa e quella che ha battuto i mostri sacri del Brasile per 7 a 1. I ragazzi di Lowe hanno dato una lezione di cacio a tutti, ai presuntuosi, ai fenomeni e ai palloni d’oro dimostrando che con il duro lavoro e con tanto impegno si può arrivare sul tetto del mondo. Una lezione che, soprattutto in questa edizione del Mondiale, serviva un po’ a tutti.