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LA GERMANIA CONQUISTA IL 'MONDIALE DEI MONDIALI', ORGANIZZAZIONE PERFETTA E GRANDE DIVERTIMENTO, IL PUNTO FINALE SU BRASILE 2014

Pubblicato il 16/07/2014
Si è chiuso con il trionfo della Germania il 'Mondiale dei Mondiali', il quarto per la FIFA e ad essere proprio pignoli il primo della nazione dopo la caduta del 'Muro di Berlino', infatti l'ultimo successo nel 1990 in Italia se lo era aggiudicato la Germania Ovest di Matthaus, Klinsmann e Brehme. E' stato un buon mondiale, divertente, appassionante, ricco di sorprese. Squadre 'materasso' diventate presto protagoniste, come la Colombia e la Costa Rica, e favorite travolte e spazzate via a grande sorpresa, vedi la Spagna e poi il dramma dei sette goal incassati dai padroni di casa del Brasile. Giovani alla ribalta, come il nuovo 'fenomeno' James Rodriguez ora nella lista di tutti i più grandi club del mondo, 'anziani' sul trono meritato che spetta soltanto alle leggende, su tutti indubbiamente 'Klose' che supera anche Ronaldo nella classifica dei marcatori di tutti i tempi in World Cup, e protagonisti attesissimi in parte frenati dalle troppe pressioni, Messi ne è l'esempio più lampante con le sue quattro reti fondamentali per l'Argentina ed al tempo stesso le critiche impietose piovute su di lui dopo la sconfitta nella finalissima del Maracana.

Chi ama il calcio ha avuto pane per i suoi denti, lo spettacolo non è mancato, l'organizzazione brasiliana alla fine è risultata impeccabile e gli stadi meravigliosi e tutti pronti per accogliere i grandi match a partire dai gironi eliminatori fino alle fasi finali. A proposito di finali, tornando alla nazionale allenata da Joachim Löw, ha vinto la più forte, la meglio organizzata, la più 'squadra' di tutte e in cima ai vari campioni tedeschi non possiamo non mettere quel Thomas Muller, che dall'inizio della sua carriera fa sognare i tifosi del Bayern Monaco, forte fisicamente, intelligente tatticamente e, a dispetto del fisico possente, dai piedi magici. Senza nulla togliere a nessuno, a cominciare dai giovanissimi che si sono messi in mostra, del colombiano Rodriguez abbiamo già parlato, per noi è lui il numero uno di questo Brasile 2014, il nostro 'pallone d'oro del mondiale', il 'guerriero' che più di tutti si è confermato, che più di tutti ha saputo sorprendere e che più di tutti è stato decisivo.

Non è stata quindi una Coppa del Mondo che passerà nel dimenticatoio ma al contrario una delle edizioni meglio costruite di sempre. Questa volta nulla si può rimproverare alla FIFA targata Blatter, che non brillerà per carisma e simpatia ma è riuscito nell'intento di mettere a segno il colpo che in alcun modo poteva sbagliare. Ovvero quello di valorizzare fino in fondo la competizione sportiva più importante del mondo, nell'anno in cui veniva disputata nella terra del calcio. Resta un pizzico di amarezza proprio per quel Brasile investito letteralmente dall'armata tedesca. Il sipario per i verdeoro poteva e doveva essere molto più soffice e sereno ma si sa che non tutte le ciambelle riescono col buco e poi in fondo questa è anche la risposta a tutti quelli che ipotizzavano 'biscotti' ed 'aiutini' in favore dei padroni di casa. Non tutti gli arbitraggi sono stati all'altezza della situazione, la direzione di Marco Antonio Moreno in Italia-Uruguay con morso di Suarez annesso difficilmente la dimenticheremo, il tutto però per sola incapacità e senza ombra visibile di malafede. L'arbitraggio perfetto del 'nostro' Rizzoli nella finalissima è l'esempio di quanto detto e perché no, possiamo andarne orgogliosi.

Ora è già tempo di voltare pagina, di guardare in avanti, ai vari campionati nazionali e al calciomercato che da oggi entra nel suo vivo. La Serie A italiana deve tornare a splendere e a far valere la sua storia. Perché ciò accada è necessario trovare il modo giusto per far crescere e valorizzare i nostri giovani calciatori, proprio come la Germania ci insegna, ed al tempo stesso rinnovare economicamente il sistema e trovare la strada per tornare in cima alla lista dei desideri dei grandi campioni internazionali. E' forse il caso di 'rottamare' i 'grandi antichi' e di ascoltare i manager che stanno prendendo in mano, poco a poco, i nostri grandi team. Vedi l'Inter di Thohir e la Roma di Pallotta, con i loro progetti di espansione del marketing in Asia ed America. Il futuro passa necessariamente da qua ma questo è un argomento diverso. Ne riparleremo.