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JANICH IN ESCLUSIVA PER SOCCERHOUSETV: ''CONTE NON E' SIMPATICO MA E' PRODUTTIVO''

Pubblicato il 08/09/2014
L'ex libero ci parla della nuova Nazionale allenata da Conte...

«Quello di domani contro la Norvegia sarà il primo test importante per la nostra Nazionale. Si valuterà l’aspetto caratteriale della squadra ma rispetto alla partita della scorsa settimana, questa sarà ancora più importante perché incide sull’Europeo». Inizia così l’intervista esclusiva a Franco Janich, ex giocatore che oltre la maglia della Nazionale, ha indossato anche quelle dell’Atalanta, della Lazio, del Bologna e della Lucchese. «Il piano caratteriale è fondamentale – continua Janich – ma anche la condizione psicologica e mentale. Gli allenatori in questo hanno una presenza specifica e credo che Conte faccia bene il proprio lavoro».

A proposito di Conte, crede che lui sia l’uomo giusto per l’Italia? «Conte ha modificato qualcosa e ha portato qualità. Non servono persone moscette, c’è da fare risultato. Malgrado l’atteggiamento che non condivido, questo allenatore ha portato motivazione e carattere. Si è inserito molto bene nella modalità attuale; viviamo in un mondo che chi riesce a mangiare, è quello che è arrivato prima… Conte ha aggiornato la mentalità, sia sul piano calcistico, sia su quello caratteriale, ovvero che per vincere devi avere la presenza. Non è simpatico ma è produttivo e l’importante, è produrre. Io ho giocato due Mondiali perdendoli entrambi e di ciò, non ne vado fiero. Forse ai tempi miei sarebbe servito un allenatore di carattere come lui».

Lei ha giocato anche la famosa Battaglia del Cile del 1962, che ricordi ha di quella partita? «Ricordo che se tornassi indietro, invece di stemperare, un paio li avrei randellati. Ho giocato 426 partite in Serie A, contando tutte le altre, arriverò a più di 700 e non sono mai stato squalificato… eppure la gente dice che ero uno che picchiava in campo. Io invece preferisco dire che ero molto evangelico, ovvero preferivo dare piuttosto che ricevere!».

Ritornando a Conte, quale scelte avrebbe fatto al posto suo? «Io non ho la taglia dell’allenatore, ho alle spalle solo una breve esperienza al Como in Serie B che ho mollato quasi subito… il lavoro di un tecnico è molto difficile perché devi confrontarti continuamente con i giocatori, con i dirigenti e con la stampa. Posso solo dire che al calcio si gioca in undici e se c’è qualcuno che rompe gli equilibri di un gruppo, è giusto lasciarlo a casa».

Domani sera la formazione sarà molto simile a quella della partita scorsa. Cosa ne pensa di questa nuova coppia d’attacco Immobile – Zaza? «Zaza ha potenzialità fisica e tecnica, Immobile invece ha velocità e potenzialità, tutte cose che mancavano e Conte, in questo periodo di depressione, ha saputo trovare».

Ma chi è il nuovo Janich? «Non saprei, posso solo dire che all’epoca, ero uno dei migliori a saltare di testa; rimanevo anche 10 – 15 minuti in più agli allenamenti proprio per provare i colpi di testa. Nel mio percorso sono stato fortunato ad incontrare persone, compagni e allenatori saggi, che facevano rispettare un certo tipo di regole… Oggi c’è un’altra mentalità, i giovani avrebbero bisogno di saggi che li aiutino nelle scelte».