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ITALIA - SPAGNA SENZA CANDREVA. CONTE: ''FAREMO QUALCOSA DI STRAORDINARIO''

Pubblicato il 26/06/2016
"Candreva indisponibile per Italia-Spagna". Questo è il tweet apparso sul profilo ufficiale della Figc dal quale si deduce che Candreva non ce la fa. E’ questa la notizia che trapela dal centro sportivo di Montpellier dove quest’oggi l’Italia di Conte ha svolto l’allenamento di rifinitura. Nonostante l’ottimismo delle ultime ore, il centrocampista biancoceleste non ha ancora recuperato dall’infortunio rimediato nella partita contro la Svezia e per Conte, sono poche le alternative. Una di queste (la più probabile) è Florenzi a destra, con Darmian (in ballottaggio con De Sciglio) a sinistra. Per il tecnico azzurro, non ci dovrebbero essere grandi sconvolgimenti nel 3 – 5 - 2 e l’unico ballottaggio appunto, è solo a centrocampo.
La seduta di oggi ha visto una prima fase di riscaldamento per poi passare al solito torello ad un tocco. 
Dopo l’allenamento, Conte ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa: «Non siamo qui per fare le comparse. Non vogliamo tornare a casa e non siamo la vittima sacrificale della Spagna. Dobbiamo andare oltre la ragione, perché domani non basterà fare l’ordinario e sono convinto che possiamo fare qualcosa di straordinario. Se ci limitiamo a quello, se pensiamo, perdiamo. Sentiamo la responsabilità di un popolo che soffia dietro di noi. Niente è impossibile, sarebbe tutto troppo semplice se ogni previsione venisse sempre rispettata. Il sale della vita e del calcio è sovvertire il pronostico in una lotta impari». 
Della Spagna non si ha paura ma rispetto: «Abbiamo grandissimo rispetto per la Spagna. È una delle rivali più forti al mondo, una delle favorite. Abbiamo lavorato, siamo pronti, è una partita senza domani. Non voglio che ci siano recriminazioni a fine gara, dobbiamo dare tutto. Se poi l’avversario in campo si dimostrerà più forte, applaudiremo. Altrimenti dobbiamo vincere noi. I ragazzi stanno bene e ho fiducia in loro, è un ottavo in salita, ma diremo la nostra».
E sulla formazione dice: «Non tenteremo niente di inedito, non è il genere di partite in cui si sperimenta dal nulla. Dobbiamo far male alla Spagna quando abbiamo la palla. Sento sempre parlare di difesa… attenti a Morata, Nolito, Iniesta… certo, ma anche la Spagna deve stare attenta a noi. Nel nostro impianto di gioco c’è pure la fase offensiva. Serve anche quella per compiere un’impresa. Basta leggere la panchina della Spagna per rendersi conto della sua forza. Le sconfitte portano qualcosa di più a livello di rabbia, attenzione e concentrazione. Magari, se fosse arrivata qui con tre vittorie, la Spagna sarebbe stata un po’ più morbida. Anche contro la Croazia, gli spagnoli avrebbero potuto ammazzare la partita, hanno proposto tagli e passaggi notevoli. Noi dovremo correre in fase di possesso e anche quando non abbiamo il pallone, non possiamo tener palla in modo sterile. Faremo una gara intensa. E no, non penso che un sistema di gioco possa influenzare più o meno un’altra squadra». 
Per Conte, quella di domani, potrebbe essere la sua ultima partita in azzurro… «Quando ho accettato di diventare c.t. della Nazionale conoscevo i pro e i contro, queste situazioni mi intrigano. Ho colto l’occasione al volo, consapevole delle difficoltà e ho trovato un gruppo che mi dimostra passione, volontà è voglia di superare gli ostacoli».
La parola passa poi a Buffon che aggiunge: «Nelle ultime 4 sconfitte con la Spagna, l’unica pesante è stata quella di Kiev 2012, quando arrivammo stanchissimi alla finale e fummo surclassati ma nelle altre sfide, abbiamo tenuto testa alla squadra che in quegli anni si è dimostrata la più forte del mondo. Siamo gli unici che l’hanno sempre fatta soffrire».
Se per Conte quella di domani potrebbe essere l’ultima partita con la Nazionale, lo stesso non vale per Buffon: «A questo livello, sono le prestazioni sul campo che decidono se un giocatore debba proseguire a vestire la maglia della Nazionale o no. Nella mia testa, vorrei continuare ancora due anni e farlo ai massimi livelli. Se il mio rendimento sarà apprezzato dal nuovo c.t., resterò volentieri in Nazionale. In ogni ruolo non c’è la certezza di partire titolare, è normale nelle squadre forti, è una legge dello sport. Se ti rilassi, un altro ti soffia il posto».