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DI FRANCESCO: ''LA ROMA C'E'! PROVA DI MATURITA'''

Pubblicato il 01/10/2017
Esulta Di Francesco a fine partita: la sua Roma si è imposta con autorità su un campo difficile come San Siro, mostrando personalità, capacità di soffrire e concretezza in zona goal. Queste le dichiarazioni del tecnico giallorosso al termine del match: ''La Roma c’è! Ha dimostrato di essere squadra anche dopo qualche infortunio di troppo ed un viaggio lunghissimo che poteva pesare, oltre allo stop di Strootman. Questa gara andava giocata con la testa, più che col fisico e con la tecnica. Per noi è stata una grande prova di maturità. Abbiamo colpito al momento giusto e siamo stati bravissimi a portare a casa un risultato importantissimo!’’. La sua Roma ha inflitto una bella mazzata al Milan di Montella, nonostante il tecnico rossonero aveva dichiarato di sentire vicina una svolta positiva per i rossoneri. Eusebio però incoraggia il lavoro dell'amico-collega: ''E' giusto che si parli positivamente, bisogna credere nel proprio lavoro. Noi cerchiamo di trasmettere, poi gli episodi possono cambiare le cose. Vincenzo è un amico, poi gli auguro ogni bene. A volte ci si attacca a qualcosa che un allenatore deve dire, ma bisogna credere in quello che si fa’’. Il tecnico giallorosso ha poi parole di elogio anche per Florenzi, tornato al goal dopo mesi e mesi di calvario: ''A me non serviva il goal di oggi per capire che giocatore alleno, per capire che voglia e che testa ha. Alessandro ''dove lo metti, sta''. Ma in senso positivo: accetta ogni cosa, sa fare tutto. Lui un giorno mi disse di essere un terzino fortissimo, ma secondo me così si limita, perché da esterno è un grande giocatore, ha tempi di entrata e inserimento. E’ un piccolo Callejon, un giocatore unico!’’. Quindi Di Francesco si è soffermato anche su alcuni aspetti tattici e sul perchè dell'inserimento di Pellegrini: ‘’La difficoltà maggiore era l’andare a prendere Biglia: quando si gioca col 4-3-3 contro il 3-5-2 si fa fatica… Poi ho messo Nainggolan fisso su di lui, non eravamo stati bravi, gli esterni si abbassavano troppo e non aggredivamo bene. Ci è mancata continuità nell’aggressione, ma è normale, perché ci sono anche gli altri… Ci siamo abbassati, a me non piace difendere a 6 ed è l’ultimo dei miei pensieri’’. Infine, il tecnico tira un pò le orecchie anche ad El Shaarawy: ’Gli attaccanti devono fare giocate di qualità, Stephan è stato meno determinante in quello che io volevo, troppo aperto in qualche situazione, non si è aperto il primo passaggio come doveva ed Edin era isolato, per questo gli ho messo un centrocampista vicino. Il rischio di giocare contro 5 era di abbassarsi, ci stiamo lavorando e miglioreremo''. Sempre in chiave tattica, ha portato giovamento posizionare Nainggolan a uomo su Biglia: una mossa che Eusebio potrà riproporre anche in futuro:‘’Sicuramente sì, non cambia la mia filosofia di attaccare. Le mezzale si devono alternare in campo, questo è importante. Io alleno con un certo sistema e cambiare tanto non è giusto, perché dai poche certezze ai calciatori’’.