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DI FRANCESCO: ''IL DERBY? NON FIRMEREI MAI PER UN PAREGGIO!''

Pubblicato il 17/11/2017
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A TRIGORIA:

Sono stati giorni particolari per il mondo del calcio: la clamorosa mancata qualificazione degli Azzurri al prossimo Mondiale di Russia ha ovviamente focalizzato tutta l'attenzione dei media e dei tifosi sulle vicende tricolori. L'esonero di Ventura poi ed il toto-allenatore che ne è scaturito non ha fatto che tenere il focus fermo sugli Azzurri, peccato però che domani sia già di nuovo campionato, e che per la Roma di Di Francesco ci sia niente meno che il derby ad attenderla. Il tecnico giallorosso si è dovuto dunque barcamenare nella conferenza odierna proprio tra questi due temi: il declino del calcio italiano e l'incombente stracittadina della Capitale, in programma per domani pomeriggio all'Olimpico con fischio d'inizio alle 18:00. Eusebio ha ritrovato proprio in questi giorni i 3 azzurri De Rossi, Florenzi ed El Shaarawy, tornati ovviamente a testa bassa. C'è bisogno dunque di rimotivarli: ''Per di più i primi 2 sono anche romani e romanisti, per cui il derby lo sentono di più. MI auguro che mettano in campo rabbia, cattiveria e quell'orgoglio che spesso ha contraddistinto i calciatori di Roma!''. Poi, sullo stato generale del gruppo: ''Quando si torna dalle nazionali qualche problemino c'è sempre, ma nel complesso c'è una buona condizione. Abbiamo lavorato col gruppo al completo solo ieri. Nainggolan? Tra oggi e domani si deciderà se sarà disponibile per il derby. A differenza di altri giocatori, lui potrebbe essere un giocatore importante anche all'80% della condizione, ma credo che possa essere almeno al 90%. MI auguro di avere delle risposte giuste in queste ore, perchè vorrei farlo giocare''. C'è chi ipotizza dunque una possibile staffetta con Gerson, e Di Francesco prima smentisce e poi ci ragiona su: ''La scelta di Radja non incide sulle scelte degli altri, in attacco. Adesso però mi hai messo l'attenzione su questo... Ci devo pensare...''.
Se Gerson ha dunque più di qualche possibilità di giocare, di sicuro invece non ci sarà nessun derby per Schick: ''Non sarà convocato, ha bisogno di un periodo graduale di reinserimento. Al momento non ha dolore, è in crescita ma, avendo questa fibrosi muscolare, per giocare deve essere al top, altrimenti si rischia di farsi male in altre parti. La prospettiva è quella di metterlo in campo nel giro di 3-4 giorni, ma ho chiesto espressamente ai medici di darmelo solo quando lui riferirà di stare al top. Lui si sta allenando, a livello fisico ha fatto dei lavori col gruppo, non ancora però col pallone. Io però lo voglio ad una condizione ottimale''.
Quindi, Di Francesco si è soffermato sul derby: ''Lo sport deve unire, non dividere! A questo proposito mi ha colpito molto vedere per il 10° anniversario della morte di Gabriele Sandri la solidarietà dei tifosi di tante squadre... Mi auguro che domani sia una grande festa di sport, di civiltà. E' normale poi che ci sia campanilismo e mi auguro che vinca la Roma, questo è sicuro! Dal punto di vista emotivo, il derby non è mai una partita come le altre. E' una partita fuori classifica! Incide, ma io questa partita la tolgo dalla classifica... Da allenatore poi sarà anche più dura, perchè dipendi dagli altri, che scendono in campo... A livello tattico, la Lazio è davvero brava a ripartire, ma noi non dobbiamo snaturarci per loro... Se firmo per un pari? Non direi mai alla mia squadra una cosa del genere! Mai! Si accontenterebbero di ogni cosa. E poi avete visto contro il Napoli, alla fine abbiamo perso... Noi stiamo lavorando, stiamo facendo un certo percorso. Poi se facciamo il nostro e pareggiamo, alla fine posso dire: ''C'è andata bene'', ma solo dopo, mai prima! Bisogna dare una mentalità. Niente scommesse o promesse particolari di vittoria, ma farò di tutto per poter vincere! E' una cosa doverosa per questo pubblico che ci sta sostenendo numeroso. Vorrei non deluderlo...Sono contentissimo di poter giocare questa gara, tra l'altro con 2 squadre che stanno molto bene in quanto a condizione generale. Loro hanno grande qualità ed una grande capacità di andare in verticale. Immobile è bravissimo nell'andare in profondità e anche con l'Italia nel primo tempo è stato il più pericoloso. Quattorici goal fatti e diversi assist, sono numeri importanti per un attaccante...''. 
C'è poi chi azzarda un parallelo tra Eusebio e Simone Inzaghi: ''Lui è molto più giovane di me, io ho una carriera più lunga di lui ed il suo percorso è stato totalmente differente... Io anche in altre occasioni gli ho fatto i complimenti per come ha gestito il gruppo e per come è entrato nella testa dei giocatori. Ecco: dal punto di vista motivazionale e di gestione, ci sono dei punti in comune tra di noi''.
La stracittadina di domani però sarà anche il primo derby ''da romanista'' per Kolarov, lui che invece con la maglia biancoceleste diede un grosso dispiacere proprio alla Roma alcuni anni fa. Di Francesco non teme però sorprese ''emotive'' dal suo terzino: ''Sta bene, l'ho visto tranquillo... L'altra volta mi sono fatto male ad un ginocchio e lui ci ha anche scherzato su: ''Guarda che sono io che ho giocato nella Lazio, non te...''. Aleksandar ha una grande forza, una grande capacità e sono sicuro che l'affronterà nel modo giusto''.

Passiamo ora al Capitolo Italia: da dove ripartire? La ricetta di Di Francesco: ''La prima cosa che sarebbe da fare è creare le seconde squadre: bisogna lavorare di più sui nostri giovani, per non dare l'alibi dei troppi stranieri. I giovani della Roma non devono andare per forza in giro per l'Italia per poter diventare calciatori... Il bello della vita e del calcio è che la partita successiva ti dà sempre il modo di rifarti: dalle grandi sconfitte nascono le grandi vittorie! E mi auguro che per i miei calciatori possa esserci una grande vittoria. Cosa ho detto a De Rossi? Sono cose nostre... C'è naturalmente un grande dispiacere, io cerco di motivarlo per la Roma''. Per quanto riguarda invece il dopo-Ventura, Di Francesco preferirebbe sottrarsi al gioco dei nomi: ''Non ho preferenze, sono più importanti gli obiettivi... Mi auguro solo che si inizi a lavorare in un certo modo. Un nome? Non ce l'ho... E' troppo facile dire Ancelotti, per l'esperienza che ha... Comunque sì, lui mi piace. In questi giorni però parlare di Nazionale è come sparare sulla croce rossa... Tavecchio? Le situazioni vanno vissute... Io mi sarei potuto anche dimettere, ma sono più curioso di sentire i programmi. Quello che può dispiacere è che può diventare tutto un pò più politico...E' prematuro per me parlarne...Già un pò di settimane fa avevo detto che come calcio italiano siamo qualche anno indietro rispetto agli altri... Io comunque ho da pensare ad altro...''. Meglio allora rifocalizzarsi in chiusura su questo Roma-Lazio: ''Sia noi che loro stiamo tutti e due con merito lì, nelle prime posizioni. La Lazio negli ultimi anni ha sbagliato pochissimo nei giocatori che ha preso... Milinkovic-Savic ed Immobile sono giocatori importanti, i dirigenti biancocelesti hanno fatto sempre gli acquisti giusti ed hanno rigenerato calciatori che non si immaginava potessero essere così decisivi, penso per esempio allo spagnolo (Luis Alberto, n.d.r.). Per quanto mi riguarda, io mi sento veramente integrato in questa società, mi sento della Roma e cerco di trasmetterlo, per portare amore ed entusiasmo a questa squadra!''