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DI FRANCESCO: ''IO SONO IL PRIMO RESPONSABILE''

Pubblicato il 25/02/2018
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

Eusebio Di Francesco fa mea culpa dopo il k.o. inatteso contro il Milan: il tecnico giallorosso arriva anche ad additarsi direttamente come il primo responsabile delle difficoltà della Roma, ma va detto anche che è evidente a tutti come in realtà più di qualche big della Roma stia rendendo assai meno delle aspettative. Un nome su tutti? Radja Nainggolan, apparso stasera come un lontanissimo parente del ''giocatore totale'' più volte ammirato la scorsa stagione. Ecco allora che Di Francesco ci tiene a tenere sul ''chi va là'' la sua squadra: ''Bisogna chiedere di più a questo gruppo, perché qui altrimenti cerchiamo sempre alibi e giustificazioni. Io sono l’allenatore e mi metto come primo responsabile, ma la squadra ha fatto bene nel primo tempo, anche se con poca qualità negli ultimi 25 metri e non concedendo conclusioni al Milan. Dopo il goal però ci siamo disuniti, eravamo una squadra totalmente differente che giocava in due tronconi. Il rimanere compatti ci aveva fatto ottenere ottimi risultati (nel girone d'andata, n.d.r.), ma ora non si sta vedendo. A Kharkiv siamo stati per 50 minuti un’ottima squadra, poi ci siamo disuniti dopo il goal. Dobbiamo lavorare caratterialmente, pensando che dobbiamo qualificarci in Champions e che possiamo passare il turno, di certo però non con queste prestazioni... Siamo al di sotto delle nostre qualità, qualche individualità è venuta meno, ma è normale. Il Milan ha fatto una buona gara. Sulle giocate di Suso e Cutrone abbiamo lavorato in settimana, ma da lì è venuto il loro primo goal: i due centrali dovevano scappare un attimo prima sulla palla andata a Kessie e potevano intercettare prima, non facendo ricevere palla aperta a Suso. Poi bisognava difendere con l’uomo, Manolas non lo porta subito dentro ma arriva in velocità e deve leggere quella palla dentro''. Il tecnico giallorosso continua poi nella sua autocritica: ''Abbiamo fatto degli errori che determinano il risultato. Nel primo tempo abbiamo tirato in porta con poca precisione. Non mi dite però che la Roma ha fatto la stessa partita nel primo e nel secondo tempo...! Sicuramente dimostriamo di non essere una grande squadra e la colpa è dell’allenatore. E’ ovvio che io pretendo un'altra intensità: non posso essere contento di quello che stiamo facendo, ma non posso non sentirmi responsabile.... Però io non vengo in tv a puntare il dito contro qualcuno dei miei, non è giusto. Ci saranno delle analisi in cui pretenderò un atteggiamento differente di maggiore responsabilità''
Di Francesco sembra non sapere bene come uscire da questa situazione. Anche perchè, guardando gli allenamenti, a detta sua lì il lavoro viene svolto bene. Peccato però che poi in partita la musica sia differente:''Gli allenamenti sono fatti con ottima intensità ma quella stessa intensità non riusciamo poi a riportarla a livello mentale in partita. Se vediamo Udine, la squadra è cresciuta nella ripresa: un giorno partiamo male, un altro finiamo bene ed allora non può essere solo una questione fisica... Io col Sassuolo ho ottenuto tanta fortuna allenando l’intensità. L’intensità si fa anche con gli stimoli dell’allenatore e quindi la colpa è anche mia''.
Eusebio torna poi sulla gara di oggi per evidenziare la differenza di tenuta tra i due tempi: ''Oggi abbiamo dimostrato di essere calati nella ripresa. Ci alleniamo, ma non riusciamo a riportarla. Perotti porta palla per tutto il campo? Se non stava bene non l’avrebbe portata. Poi concettualmente è sbagliato, perché devi giocare più con la squadra, ma fisicamente hai qualcosa da poter dare. Scegliendo diversamente la qualità delle giocate, è differente''.
Sulla posizione di Nainggolan, Di Francesco ha provato ultimamente ad avanzare il raggio d'azione del Ninja, anche se finora non si sono visti ugualmente molti risultati: ''L’ho fatto per avvicinare un giocatore all’attaccante e per spostare qualcosa mentalmente nei giocatori, che sennò si possono appiattire. Ma, anche se sposto un uomo di 10 metri, non deve cambiare la mentalità, che si è vista a tratti. Recuperare 11 palloni nella metà campo avversaria non avviene se non giochi dall’altra parte. Siamo svaniti, allungati, difficile trovare spiegazioni. Abbiamo meritato di perdere, il Milan ha fatto meglio di noi in tutti i punti di vista''.