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DI FRANCESCO: ''LA TESTA FA SEMPRE LA DIFFERENZA...''

Pubblicato il 09/03/2018
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

Eusebio di Francesco può ora guardare con maggiore ottimismo alla gara decisiva di martedì in Champions League contro lo Shakhtar Donetsk: la sua Roma infatti stasera ha vinto con un netto 3-0 sul Torino ed ha così momentaneamente allungato su Lazio ed Inter. Tuttavia la gara contro i granata è stata meno semplice di quanto il punteggio finale faccia credere: nel primo tempo la squadra di Mazzarri ha sfiorato più volte il vantaggio, mettendo sotto sul piano del palleggio i giallorossi. il tecnico capitolino di questo ne è naturalmente consapevole, così come sa anche bene che il vero Schick i giallorossi ancora lo debbano vedere: ''Certo che potremo avere in futuro uno Schick sicuramente migliore, stasera però non è stato aiutato dalla squadra nel primo tempo: i giocatori erano troppo compassati e volevano tutti la palla sui piedi. Poi ho avvicinato un giocatore (Nainggolan, n.d.r.) a Schick per farlo giocare meglio e le cose sono migliorate... Certi giocatori vanno anche aspettati... Nella Sampdoria Patrik ha giocato poche partite da titolare nel girone di ritorno. Inoltre alla Samp c'è un ambiente totalmente differente, con un'ambizione totalmente differente... Chiunque capisce di calcio, lo vede che Schick ha grande qualità, fa delle giocate che sono da grande giocatore. Ha solo bisogno di capire ancora bene i movimenti della nostra squadra. Per esempio per il 4-3-3 si allarga troppo, fà dei movimenti che non sono quelli tipici dell'attaccante centrale. Nel secondo tempo la sua prestazione comunque mi è piaciuta''.
Di Francesco, soddisfatto per la vittoria, può così già pensare alla prossima gara di martedì in Champions. Queste le sue considerazioni sugli ucraini: ''Più li faremo palleggiare, meno li accorceremo e più faremo fatica. Concederemo poco o niente all’avversario, sapendo che lo Shakhtar più che una squadra ucraina è una squadra brasiliana per capacità di palleggio e per tecnica. Farò vedere ai giocatori la partita d’andata e la differenza nei due tempi: se avremo per 75' l'atteggiamento che abbiamo avuto nei primi 50' dell'andata, ce la potremo fare a portare a casa la qualificazione. L'Olimpico martedì poi dovrà essere il nostro 12° uomo in più...! ''.

Poi Eusebio torna sulla gara contro i granata: ''Se c’era una squadra che meritava di più nel primo tempo, era il Torino! Nel secondo tempo noi siamo venuti fuori, anche con un'ottima qualità di giocate, ed abbiamo fatto bene''. Il tecnico giallorosso, nel sottolineare la differenza di prestazione tra i due tempi, ci tiene a sottolineare l'importanza dell'elemento psicologico: ''Se avessimo giocato solo nei 45 minuti, mi avreste detto che era una squadra scarica... Vedete quanto fa la testa? Ho dovuto modificare qualcosa nel chip della loro testa. La testa fa sempre la differenza, come in questa gara. Qui all’Olimpico ultimamente era un pò la terra di conquista degli altri, noi ci dovevamo venire a riprendere questo stadio e l'abbiamo fatto!''

Sul piano del gioco, la Roma non appare diversa in fase offensiva sia che davanti ci sia Dzeko, sia che invece il centravanti di riferimento sia, come questa sera, Schick: ''Se è per questo, la palla alta non la voglio vedere nemmeno per Dzeko! Non deve essere la prima scelta. È vero, ma nel primo tempo hanno fatto male tutti. In un 4-3-3 il centravanti devi giocare molto dentro il campo, per aggredire la porta, oltre che aiutare i compagni. Il turnover? Ci sono momenti e momenti... Quando si cambia c’è un perché, una motivazione.. Oggi per esempio non ha giocato Perotti ed ha rigiocato El Shaarawy dopo tanto tempo. Sono scelte ponderate''. Di Francesco spiega la sua ricetta per risalire: ''Il lavoro, il campo e basta: non conosco altre medicine. Ma possiamo fare ancora molto meglio: abbiamo fatto delle partite straripanti, in cui però facevamo pochi goal. Ora con fiducia e convinzione siamo migliorati. Quando rimettiamo in campo determinate caratteristiche, diventiamo una squadra forte! Speriamo di continuare così!''.
La chiusura di Di Francesco va quasi sul filosofico: ''Qui a Roma c'è un pò la tendenza a guardare indietro, io invece ho l’abitudine di guardare avanti. Non pensiamo a quello che è stato, ma a quello che sarà. Magari per lo scudetto non eravamo pronti neanche all'inizio, ma abbiamo ancora tanto da fare, guardiamo avanti e cerchiamo di migliorare e di costruire qualcosa! Sono convinto che si può costruire, se si guarda tutti nella stessa direzione. Guardiamo avanti e non indietro!''.