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DI FRANCESCO: ''IO SONO UN PAZZO, MA MI PIACE...!''

Pubblicato il 10/04/2018
La Roma ha compiuto un'impresa storica, ribaltando col 3-0 di stasera l'1-4 dell'andata col Barcellona e realizzando così proprio quel ''miracolo'' chiesto da Di Francesco ieri in conferenza. Il tecnico giallorosso è tra i pochi che ha sempre creduto nella possibiità di questo risultato storico: ecco allora che va dato merito ad Eusebio di aver saputo mettere in campo la ''squadra perfetta'', capace di umiliare il Barcellona e di far volare la sua Roma in semifinale di Champions. Queste le parole dell'allenatore nella conferenza del postgara: ''Credevo nella ''remuntada'', come la chiamate voi. Abbiamo lavorato tanto sotto tutti i punti di vista ed i ragazzi si sono caricati della responsabilità di non dire: ''Non abbiamo niente da perdere'', che è una cosa che io odio e lo ribadisco: noi abbiamo tutto da perdere! Oggi abbiamo da gioire perchè abbiamo vinto, abbiamo preparato la partita dal punto di vista mentale in maniera eccezionale. Solo così si poteva battere il Barcellona! Faccio l’allenatore e cerco di mettere sempre i giocatori nelle condizioni migliori di poter rendere anche contro grandi squadre. Hanno dimostrato all’andata che abbiamo fatto una buona gara, ma non bastava per battere il Barcellona, e allora ho studiato un altro tipo di partita dove loro, con pressioni differenti, sono andati in grande difficoltà. Avevo i giocatori adatti per giocare con il 3-4-3, e ho scelto questo sistema che mi ha dato grande soddisfazione, ma con la stessa filosofia, cioè con aggressività. Si pensa spesso che con i tre (o coi cinque)difensori non si possa andare a prendere l’avversario dall’altra parte, ma oggi ho dimostrato il contrario, perché non è cambiata la filosofia, ma ho cambiato un uomo che lavorava in maniera differente e che toglieva ampiezza al Barcellona''.
La mossa del 3-4-3 è stata risolutiva per le sorti positive del match, Di Francesco la spiega così: ''Il fatto è che dovevamo fare una partita in cui dovevamo fare tre goal e volevo avvicinare più attaccanti nella zona centrale. Ma la differenza è che quando affronti una squadra del genere ti abbassi inevitabilmente con i due esterni e non riparti mai, o per lo meno non lo fai con continuità. Oggi invece abbiamo fatto giocare a Ter Stegen non so quanti palloni, era costretto, e si è visto che la squadra ha applicato al meglio quello che avevamo preparato. Io sono un pazzo, perché un allenatore che fa una cosa del genere in una partita del genere si assume il rischio ed il pericolo e voi m’avreste ammazzato. Però mi piace questo, non mi interessa, e devo dire grazie ai miei ragazzi! C'è grande soddisfazione per tutto quello che abbiamo fatto, perché hanno veramente lavorato duramente. La gente pensa a volte che siamo dei lavativi, invece abbiamo fatto un lavoro straordinario!''
Anche stasera, come anche nel match del Camp Nou, Messi ed il Barcellona non hanno creato gli sfracelli come si temeva: Di Francesco ha studiato decisamente bene i suoi avversari ed il tecnico si prende i giusti meriti: ''Io credo che abbiamo fatto 180 minuti: all’andata ci possiamo dare un bel 6,5. Oggi alla squadra, ma a tutto l’ambiente, perché penso che abbiamo trascinato un intero stadio con questo 3-0, do un 10 e lode, e ce lo dobbiamo prendere. Devo dire che è stata straordinaria la Roma, contro una squadra che non aveva mai perso in nessuna competizione, e ai miei ragazzi avevo detto che per la legge dei grandi numeri prima o poi una sconfitta doveva venir fuori, e quando perdono lo fanno malamente, e così è stato... Io avevo solo sogni positivi, ma questa partita l’ho studiata dopo la Fiorentina. Sono tornato a casa e non dormivo, sarò andato a dormire alle 5, e pensavo solo a questo aspetto: volevo dare qualcosa in più a questa squadra, perché il 4-3-3 che avevo fino a quel momento era sì bellino, ma non abbastanza. Lo ha dimostrato con la Fiorentina, dove crei tanto ma concretizzi poco e, specialmente con una squadra che ti abbassa, arrivi ancora di meno a creare delle situazioni. Sono contento per tanti motivi: è nata una filosofia, non un sistema di gioco, che è quella che i ragazzi hanno sposato in pieno!''.
Il risultato positivo della Roma è una buona notizia anche per il calcio italiano: ''Il nostro calcio aveva bisogno di una squadra europea, e noi lo siamo stati sotto tutti i punti di vista. E’ una cosa che predico da quando sono arrivato a Roma, e fortunatamente riesco a trasmettere una certa mentalità. Sono felicissimo, veramente, al di là di tutte le situazioni di difficoltà che ci sono state, sia personali che di squadra. Oggi è un grande momento, ma non basta: non bisogna accontentarsi, perché questo ambiente si è sempre accontentato. Questa squadra deve avere un obiettivo, visto che siamo in semifinale: invece di dire ‘'Come va, va'’, questa squadra deve puntare alla finale di Kiev. E’ giusto che lo faccia dopo aver fatto questa cosa straordinaria. Perché non ambire a qualcosa di ancora più grande? Noi lo dobbiamo fare!
Queste partite hanno dato qualche stimolo in più ai giocatori e all’ambiente. In campionato dobbiamo migliorare e dobbiamo trattare le partite con la stessa attenzione. È questo il salto di qualità che dobbiamo fare. Ora è giusto gioire. Io sono tranquillo, sto già pensando al derby. Dobbiamo trovare questa identità anche in campionato''.