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DI FRANCESCO: ''BISOGNA CREDERE DI PIU' IN QUELLO CHE SI FA''

Pubblicato il 24/11/2018
Nel postgara della Dacia Arena è nero il volto di Di Francesco: la sua Roma è uscita sconfitta dall'Udinese, e non è la prima volta che i capitolini incappano in passi falsi dopo la sosta: era già successo infatti con Chievo e Spal. La Roma quest'oggi ha tirato tantissime volte in porta, è vero, tuttavia lo ha fatto senza pericolosità, tanto che non si ricordano ''miracoli'' da parte del portiere ospite. Andiamo a vedere la disamina della gara del tecnico dei giallorossi, Eusebio Di Francesco: ''Quando fai 80% di possesso palla e crei pericoli, non è mancata la prestazione, ma piuttosto è mancata la voglia di vincere la partita... Non so a cosa si lega questo fatto, se è caratteriale o altro... Non possiamo avere in mano la partita e prendere un goal su fallo laterale a 40 metri dalla porta, dove ci sono state ingenuità. Non abbiamo sfruttato al meglio le opportunità, poi siamo qui a leccarci le ferite. Non mi piace parlare di prestazione, nel gioco stavamo facendo cose importanti, ad eccezione degli ultimi 15-20 metri. Le partite sono decise da episodi, che noi non siamo mai bravi a portare a nostro favore. Non si tratta di sfortuna, ma di credere di più in quello che si fa. Quando si giudica, si guarda il risultato ed è anche giusto, perché fa parte del giochino. Ma non posso dire che non abbiamo messo alle corde l’Udinese. Sono mancate altre caratteristiche, che però fanno parte del calcio e di una squadra che vuole diventare grande. E noi siamo ancora indietro, inutile cercare alibi, rigori o non rigori. In certi momenti, dopo il goal, abbiamo dato fiducia agli avversari, rischiando anche più di qualcosa. Nei 55 minuti prima dello svantaggio una squadra che vuole diventare grande deve fare goal, visto che i presupposti li aveva creati. Sono avvelenato. Mi aspetto di portare a casa tre punti, ma non sempre dominare le partite ti porta a vincerle''.
 
Visto il larghissimo possesso palla della Roma, la mancanza di oggi è dunque da ricercare nelle sfumature, nei particolari. Probabilmente allora la differenza tra il paradiso e l'inferno è tutta lì: ''Concordo. Si vede che non abbiamo raggiunto una crescita adeguata per diventare una grande squadra ed è un peccato. Perché ho visto cose interessanti nei movimenti, ma i dettagli fanno la differenza. Sul gol non abbiamo chiuso la giocata, ci prendevano in velocità. Bisogna avere più determinazione e cattiveria... Mi fa rabbia, perché abbiamo dimostrato di avere un’identità. Con queste prestazioni, se porti a casa zero punti, diventa dura''.
Martedì arriverà la Champions: certamente un grande palcoscenico in senso generale, anche se sul piano della concentrazione evidentemente rischia di fare più male che bene sul campionato dei giallorossi. Di Francesco però non è d'accordo su questo: ''Per me no. La partita più importante era questa, ci credevo e sono arrabbiato. Dovevamo affrontarla con quel piglio e avere la cattiveria che fa la differenza. Io ho visto il Real che ha preso 3 goal, non c’è stata partita e non la voglio paragonare perché è stata diversa. Però hai perso di nuovo, quindi dobbiamo lavorare diversamente. Abbiamo provato ad alzare l’asticella ma non ci siamo riusciti''.