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DI FRANCESCO: ''PARTITA ASSURDA CON GIOCATORI COSI' ESPERTI...''

Pubblicato il 08/12/2018
Il finale assurdo, surreale, da film dell'horror della Roma in quel di Cagliari ha mandato su tutte le furie Eusebio Di Francesco, che al goal del 2-2 di Sau è stato visto sorridere nervosamente in panchina, per la serie: ''Non ci credo, non può essere vero...''. Fatto sta che, prima del black out finale, la sua Roma stava portando a casa 3 punti che sarebbero stati fondamentali per la classifica e per il morale. Ed è proprio da qui che parte l'analisi nel dopogara di Eusebio Di Francesco: ''Per 70 minuti questa squadra voleva chiudere la partita e mi arrabbio vedendo errori da parte di alcuni ragazzi che hanno desiderio di fare goal e non passano la palla al compagno, cosa che porta a queste situazioni assurde. Oggi c’erano in campo giocatori con un’esperienza tale che non si può prendere un goal... Queste cose minano le certezze, ma va al di là di un discorso tattico: devi saper tenere la palla lontana, saper leggere quella situazione!''
Di Francesco tuttavia non punta il dito verso il crollo generale e generalizzato dei suoi nel secondo tempo: ''Nelle partite ci sono gli avversari, si può soffrire, in una partita in cui si era sofferto poco o niente ed in cui potevamo fare il 3-0. Negli ultimi minuti c’è anche la condizione fisica e la rabbia degli avversari, che può crescere. I cambi? Li ho fatti perché non eravamo più lucidi e non riuscivamo a tenere la palla su. In certe cose non c’è l’attenzione giusta''.
Al di là dei cambi limitati a disposizione di Eusebio, per scuotere questa squadra meglio usare il bastone o la carota? ''In questa stagione li abbiamo usati entrambi... Potevo cambiare poco davanti, al di là di Pastore e Perotti, oltre ai ragazzini e anche loro due non sono in grado di sostenere una partita da 90′ contro squadra con gamba. C’era grande esperienza in campo, l’allenatore a volte risulta relativo. Questo è accaduto, ma io devo prendermi le mie responsabilità. Sono amareggiato e arrabbiato, avevamo la partita in mano. È una partita assurda! Il secondo goal 9 contro 11 non si può prendere... Le cose vanno analizzate a 360 gradi: i problemi caratteriali la squadra li ha sempre mostrati, dopo aver preso goal non siamo riusciti ad addormentarla, come fa una squadra con esperienza. Il nostro leader e capitano De Rossi è fuori e in questi casi poter comunicare ad un giocatore così è importante, servirebbe un time-out. Nel secondo tempo siamo stati fragili dal punto di vista mentale nel leggere certe situazioni''.
E davanti a chi lo accusa di aver ''tirato'' i propri giocatori fin dentro l'area di rigore con i cambi difensivi, il tecnico giallorosso risponde così: ''Se li avessi tirati in area di rigore, quel goal non lo avrei preso... E' il contrario: ho messo Florenzi più alto, ho messo Pellegrini perché non avevo altri giocatori, Santon non si era allenato tantissimo… Andiamo a cercare sempre le streghe e i fantasmi. A volte vuoi portarla a casa e fai il 3-1 come contro la Lazio, nonostante un difensore. Ho cercato di dare protezione ad un 2-0, noi abbiamo dimostrato di avere deficit mentali importanti''.