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DI FRANCESCO PUO' RESPIRARE: ''I RAGAZZI HANNO TIRATO FUORI L'ORGOGLIO''

Pubblicato il 16/12/2018
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

Finalmente, dopo tanto penare e tante brutte figure in Italia ed in Europa, la Roma di Di Francesco torna a vincere, e lo fa in un momento chiave per la stagione dei giallorossi, ancora in corsa su tutti i fronti. Eppure, al di là dei 3 punti conquistati, i lati oscuri e di sofferenza oggi non sono mancati: basti pensare al primo tempo, col Genoa avanti per due volte, e basti pensare anche all'episodio del goal di Lazovic annullato dal Var, che, se non fosse stato per Piatek, avrebbe condannato la Roma al 2-3 e da lì sarebbe poi stata molto più complicata la risalita... Nel postgara dell'Olimpico però Eusebio Di Francesco cerca anche di guardare il bicchiere come mezzo pieno: ''Devo fare i complimenti ai ragazzi, hanno giocato in un ambiente particolare e con sensazioni interiori che avevamo tutti. Siamo arrivati fin qui con demerito, si vede che siamo una squadra malata. Ma i ragazzi hanno tirato fuori l’orgoglio e la voglia di uscire con i tre punti. Abbiamo fatto partite migliori senza portare a casa niente...''.
La vittoria di oggi ha messo in luce ancora una volta Nicolò Zaniolo, autore di una prestazione eccellente. Ma questa per Eusebio non è certo una scoperta: ''L’ho mandato in campo per la prima volta a Madrid, è la dimostrazione che quando c’è talento e determinazione… Ha fatto una grande partita, così come l’ha fatta Cristante, ma anche tanti altri. Ci sono stati tanti errori, ma dal punto di vista emotivo è stata la partita che mi aspettavo. Il Genoa era in salute, Lazovic aveva gamba e aveva capito che dall’altra parte c’era una squadra che aveva paura. Ma sono cose che può capire solo chi ha giocato in questa città''.

La Roma riparte dunque da una vittoria, raggiunta peraltro anche con un nuovo assetto tattico, frutto delle varie assenze e delle bocciature di mercoledì scorso: ''Oggi anche le scelte tattiche si legavano a tante situazioni. Volevo prima una prestazione emotiva, a livello tattico abbiamo fatto errori che si fanno sia a 4 che a 5. Ricercavo tanta emotività e ho avuto risposte positive. Se devo guardarla da tecnico, ci sono state diverse lacune, ma queste mi interessavano in maniera relativa stasera''.
Questo invece il commento di Di Francesco sull'attacco inedito di stasera, privo di un vero centravanti, con un trequartista (Zaniolo) e due esterni (Kluivert ed Under):''Zaniolo doveva fungere più da trequartista, ma per poca abitudine specialmente Kluivert e Under rimanevano aperti e non riuscivano a giocare vicini, non riuscivano a dialogare. Poi mi sono sgolato e sono uscite delle giocate. Nel secondo tempo ho cambiato, perché ci siamo messi a tre in mezzo al campo. Questo perché non arrivavamo sulle loro mezzali, i centrali opposti alla palla facevano fatica ad accorciare e da lì è nato il primo goal''. Quindi, il tecnico giallorosso spende due parole di elogio su Zaniolo: ''Può fare tutto con il piglio che ha. Deve migliorare le scelte con la palla, deve temporeggiare anche quando va ad aggredire, ma ben vengano queste caratteristiche! Sono fondamentali per giocare ad alti livelli. Se pensiamo che siamo la Roma e non dobbiamo accorciare sugli avversari, sbagliamo. Sono contento di trovare queste cose in un diciannovenne''.
In un momento così difficile della stagione, non dev'essere stato semplicissimo per Eusebio capire chi mandare in campo: chi scegliere dunque? ''Quelli liberi di testa. Volevo liberarli, cercando di mettere in difficoltà gli avversari. Kluivert ha gamba, non fa sempre la scelta giusta, ma volevo liberarlo. Schick solo poteva giocare dall’inizio, in mezzo al campo non potevo scegliere. Ho messo uno in più dietro che fosse aggressivo e ho scelto Jesus, che è sempre duro e determinato''.
La chiusura dell'intervento di Di Francesco è su Schick: ''È entrato con la voglia di diventare importante, l’ha fatto anche in altre occasioni. Da quando è qui gli sono mancati nervo e determinazione. Deve fare l’attaccante, deve attaccare la porta e non farsi problemi. È una cosa mentale: da lui ci aspettiamo tutti qualcosa in più, ma io capisco i ragazzi perché, al di là di quello che uno guadagna, ci sono dei ragazzi e degli uomini che devono essere aiutati''.