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DI FRANCESCO: ''QUAL E' IL PROBLEMA? AIUTATEMI VOI...LA RIMONTA FA RABBIA! E NON E' LA PRIMA VOLTA...''

Pubblicato il 27/01/2019
Nel postgara di una gara così assurda e paradossale come è stata Atalanta-Roma, Eusebio Di Francesco rimane quasi sbigottito, incredulo: i suoi ragazzi sono infatti andati spavaldamente avanti 3-0 al 40', per poi venire ridimensionati e ripresi dagli atalantini tra il finire del primo tempo e nel corso di tutta la ripresa. Ha colpito negativamente proprio la palese mancanza di carattere e di nerbo dei giallorossi per tutti i secondi 45 minuti. Il tutto, dopo invece un primo tempo giocato con grande cinismo e concretezza: come venire dunque a capo di questa Roma dal doppio volto? Qual è il problema di questa squadra? La risposta del tecnico giallorosso è quasi spiazzante: ''Aiutatemi voi... Sicuramente ci può essere un problema fisico, ma non può essere quello per tutto il secondo tempo... Abbiamo visto una squadra fare una partita quasi perfetta nel primo tempo, tranne per un goal al 44′ che ha rianimato l’Atalanta. I nerazzurri sono una squadra contro la quale sappiamo che se perdi un po’ le pressioni, le aggressioni o se cerchi di andarli a infastidire, portano sempre più uomini ad attaccare e sono avvolgenti nella loro azione. Noi siamo stati troppo passivi e troppo poco qualitativi nel secondo tempo, a dispetto di un grande primo tempo, e questo ti fa rabbia, perché una squadra che vuole essere e diventare grande non può permettersi di farsi recuperare determinati risultati e non è la prima volta... Credo che sia più un aspetto mentale e ovviamente poi di conseguenza viene poca qualità nel gestire la palla e anche fisicamente, nonostante i cambi, non abbiamo ritrovato un po’ di freschezza o di lucidità. Anzi, alla fine abbiamo più rischiato di perderla che di vincerla''.
Oggi la Roma ha sofferto sulla fascia destra, dove Castagne ha spadroneggiato. Ma anche Gomez e Ilicic sono stati a tratti imprendibili, per non parlare delle percussioni di Hateboer sulla sinistra dei giallorossi. Ed è proprio dal lato sinistro che parte la disamina tattica del DiFra: ''Io penso che abbiamo avuto più difficoltà prima dei cambi alla nostra sinistra, con Hateboer:tutte le situazioni più pericolose, anche il cross, sono venute da lì. Ho messo Kluivert per dare un po’ più di freschezza e non abbassarmi, altrimenti avrei dovuto mettere subito un altro difensore. Poi lo si fa di mettere un difensore in più, ma lo abbiamo fatto a Cagliari e abbiamo preso goal. Per questo non possiamo basarci sulle sostituzioni come siamo abituati a fare: se quegli undici nel primo tempo sono stati quasi perfetti, non possono sparire dal campo completamente nel secondo tempo... Quando perdi 5 o 6 giocatori non puoi competere contro l’Atalanta, con Gomez che rincorre anche al 90′ fino alla sua area di rigore. Questi sono degli esempi importanti e bisogna capire che bisogna migliorare l’aspetto fisico, ma migliorare principalmente l’aspetto mentale nella gestione della gara. Spesso sorrido quando mi dicono “sanno gestire la gara”, ma per gestire la gara bisogna muoversi, bisogna correre, bisogna andare incontro alla palla, bisogna allungarsi, altrimenti una squadra come l’Atalanta ti mangia ed è quello che è accaduto nel secondo tempo. Al di là delle analisi e dei discorsi tipo “Io avrei fatto questo cambio, io ne avrei fatto un altro”, i giocatori sono questi in questo momento, le situazioni sono queste. Il paradosso è vedere la perfezione nell’idea di andare sempre dall’altra parte nel primo tempo e lo svanire di tutto questo con troppa facilità nel secondo tempo... La personalità non si compra ma, con i risultati e le prestazioni, sicuramente si può migliorare''.