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DERBY BIANCOCELESTE: LA ROMA NON C'E', LA LAZIO NE FA 3...

Pubblicato il 02/03/2019
Serataccia per la Roma di Di Francesco, che esce sconfitta dal derby con un sonoro 3-0 per la Lazio. I giallorossi hanno regalato tutto il primo tempo alla squadra di Inzaghi, brava a trovare al 12' il goal dell'1-0 con Caicedo. Nel secondo tempo un rigore discutibile assegnato per fallo di Fazio su Correa piega poi di fatto le gambe al tentativo di rimonta della Roma, col 2-0 firmato dal dischetto da Immobile al 73'. Del lazialissimo Cataldi quindi il 3-0 finale che umilia la Roma e che riapre completamente la lotta per la zona-Champions. Per la stracittadina di ritorno, Di Francesco deve fare a meno di Manolas, ancora out. Dentro dunque Juan Jesus, che va ad affiancare Fazio al centro della difesa. A centrocampo, con i romani e romanisti De Rossi e Pellegrini, c'è Cristante, mentre in avanti il tridente è formato da Zaniolo, Dzeko ed El Shaarawy. Sull'altro fronte Inzaghi vara il suo 3-5-2 con la novità più grande in attacco, dove accanto a Correa c'è spazio per Caicedo, in goal nelle ultime due gare. Solo panchina dunque per Immobile. Al fischio d'inizio di Mazzoleni è la squadra biancoceleste a prendere subito in mano la gara, mettendo in campo grande ritmo e velocità. La Roma invece appare un pò ferma sulle gambe, frastornata dall'imprevedibilità e dalla mobilità degli avversari. Così al 12' al primo vero affondo la Lazio sblocca già l'equilibrio: l'ottimo Correa serve un bel pallone filtrante per Caicedo, che è poi bravo a superare in velocità Juan Jesus ed a dribblare Olsen, prima di infilare in rete col sinistro, nella porta ormai pressochè sguarnita. Colpevole nell'occasione tutto il reparto difensivo giallorosso. Al 13' poi bell'omaggio dell'Olimpico a Davide Astori, ad un anno dalla sua prematura scomparsa, con tanti applausi da una parte e dall'altra. Passato il momento-commozione, si torna a digrignare i denti ed al 18' è ancora e sempre la Lazio a rendersi pericolosa, stavolta con Luis Alberto da fuori area, ma il tiro dello spagnolo viene neutralizzato da Olsen. La squadra giallorossa appare nervosa ed incapace di costruire la benchè minima azione. Ma a deludere non è solo la fase di costruzione, visto che anche nell'aggressione sulla palla sono sempre i biancocelesti ad arrivare per primi. Poi al 23' il primo sussulto degli ''ospiti'': Dzeko da buona posizione calcia rasoterra all'angolino, ma Strakosha respinge in tuffo sulla sua destra e lì non c'è nessun giallorosso pronto a ribadire in rete il pallone. Alla mezz'ora un altro tentativo di risveglio dal torpore e dallo stordimento per la squadra di Di Francesco: Bastos scivola goffamente in fase di rinvìo ed El Shaarawy prova subito ad approfittarne, ma il difensore è poi bravo a chiudere in scivolata sul Faraone ed a recuperare. Intorno al 35' comincia dunque finalmente a vedersi un leggero barlume di giro palla per i giallorossi, senza però che questo procuri nessuna nitida palla goal nell'area della Lazio. L'immagine della Roma dei primi 45' ce la regala involontariamente il Golden Boy Zaniolo: Kolarov calcia sul finire del primo tempo il primo angolo per la Roma e lui, da buona posizione, scivola al momento dell'impatto col pallone, rendendo il tutto vano. Il primo tempo è tutto qui. All'intervallo la Lazio arriva dunque avanti di un goal, grazie alla rete di Caicedo. Ma, al di là del punteggio, è sul piano del gioco e dell'intensità che la squadra di Inzaghi sta dando una severa lezione di calcio ai ragazzi di Di Francesco.

Nella ripresa si presenta in campo una Roma con tutta un'altra testa e già al 47' Kolarov calcia una punizione dalle trequarti, Milinkovic-Savic allontana e Zaniolo dal limite raccoglie e prova subito, mandando a lato di pochissimo. Quindi è la volta di Pellegrini, che cerca una soluzione da fuori area, ma Strakosha para a terra. Non saranno i fuochi d'artificio di Capodanno, ma almeno è già qualcosa per i tifosi romanisti: la squadra dimostra di essere viva e di voler crederci. Già al 50' si torna però alla triste realtà: Olsen e Fazio pasticciano in difesa e Caicedo prova ad approfittarne, ma il portiere svedese, dopo la frittata iniziale, riesce parzialmente a riscattarsi ed a rimediare con un secondo intervento in uscita. La Roma ci mette il cuore e cerca manovre di sfondamento dentro l'area laziale, ma i tentativi offensivi sono piuttosto velleitari e la difesa avversaria regge. Poco prima dello scoccare dell'ora di gioco è El Shaarawy a cercare il pari con una fiondata dalla lunga distanza, ma Strakosha in tuffo si rifugia in calcio d'angolo. Quindi è Zaniolo a tentare un tiro debole nel cuore dell'area, ma il portiere laziale fa subito ribaltare l'azione e sul fronte opposto c'è già Caicedo minaccioso e chiuso in angolo da Juan Jesus. Al 61' il primo cambio della gara: esce Zaniolo (dolorante al fianco) ed entra Perotti, poi dopo pochi minuti entrano nella stracittadina anche Immobile per l'applauditissimo Caicedo e Pastore per De Rossi, nel tentativo di Di Francesco di dare maggiore pericolosità al suo gioco offensivo. Al 67' Florenzi, nel tentativo di pareggiare fa partire una grandissima botta dalla distanza ma Strakosha, stasera in versione muro invalicabile, vola sotto la traversa e con un grande intervento salva la Lazio e si rifugia in angolo. Adesso la Roma ci crede e l'intensità del suo forcing cresce notevolmente, con la squadra che fa incetta di tiri d'angolo. Proprio su uno di questi corner al 69' Dzeko fa una bella sponda per Pastore, che perà si ostacola con un compagno e la conclusione è che il pallone finisce fuori sul 2° palo, da ottima posizione. Goal mangiato, goal subìto, il vecchio adagio del calcio colpisce anche nelle stracittadine: trascorrono due minuti e Correa va via in contropiede, Fazio non lo regge ed è costretto ad inseguirlo, quindi il difensore entra un pò scomposto e molto ingenuamente da dietro sul Tucu, che non appena si sente sfiorato finisce giù. L'arbitro indica subito il dischetto del rigore e, nonostante la situazione sia proprio di quelle ''al limite'', Mazzoleni non ha dubbi (beato lui...) e convalida la massima punizione. Dal dischetto va Immobile e firma il 2-0. Olsen tocca ma non trattiene. Per il finale di gara Inzaghi concede un pò di minuti a Cataldi, mentre nella Roma DiFra si gioca la carta-Schick. Prima dell'ingresso dell'attaccante, c'è però da segnalare un colpo di testa all'indietro di Dzeko, che però non trova la porta. Si entra così negli ultimi 10 minuti di una partita che la Lazio ha ampiamente in pugno. Perotti prova ad accendere la luce e cerca Dzeko, ma Strakosha vuole chiudere col suo clean sheet (obiettivo che peraltro raggungerà) ed è bravo ad uscire coi pugni e ad anticipare Edin. Ed all'89', con la Roma già in smobilitazione, la Lazio trova anche il tris con Cataldi, ottimamente ispirato da Milinkovic-Savic. Ancora parzialmente colpevole Olsen, che tocca il tiro di Cataldi, ma lo manda comunque alle proprie spalle per il 3-0 finale. L'ex curvarolo Cataldi esulta sotto la Nord, mentre la Roma piange sulla propria pochezza... Nei 5 minuti finali di recupero concessi dall'arbitro c'è poi il tempo per vedere un tentativo di Pastore a lato (91') e per vedere la Roma che, oltre che nel punteggio, perde anche la testa: nel giro di due minuti si scaldano gli animi ed i giallorossi per la prossima gara con l'Empoli prima perdono Dzeko (ammonito, era diffidato, sarà squalificato) e poi anche Kolarov, che si becca anche lui un giallo di troppo e finisce anzitempo la sua partita, lasciando la Roma in 10. Peggio di così questo derby non poteva proprio finire...