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ROMA, IL SOGNO EUROPEO SI SPEGNE DAL DISCHETTO AL 116'

Pubblicato il 06/03/2019
La Roma perde 3-1 col Porto ed è eliminata dalla Champions League. Dopo la mazzata di sabato nel derby, stavolta non basta neanche la ''musichetta'' della Champions a rianimare i giallorossi, sconfitti da un penalty di Telles al 116', al termine di una gara estenuante. Non è stata certamente una grande Roma quella vista stasera al Do Dragao, con la squadra di Di Francesco interamente votata a chiudere gli spazi agli avversari, tuttavia il goal (anche questo dagli 11 metri) di De Rossi nel finale del primo tempo ha tenuto a galla la Roma per tutti i 90 minuti canonici, tanto da costringere i portoghesi ad una mezz'ora supplementare di partita. E quando ormai le resistenze della Roma sembravano aver conquistato almeno la lotteria finale dei calci di rigore, ecco invece arrivare una doccia glaciale sulle speranze romaniste, con Cakir che chiama il Var e decide poi di assegnare un penalty ai lusitani per una ingenua e sconsiderata tirata di maglia di Florenzi ai danni di Fernando. La Roma abbandona dunque il palcoscenico europeo, ed ora il futuro di Di Francesco sulla panchina giallorossa appare inesorabilmente segnato...
Per la sfida del Do Dragao, Di Francesco rivoluziona la sua Roma e vara il 3-4-3, con l'ex Marcano ed il brasiliano Juan Jesus a fare reparto dietro con Manolas. A centrocampo c'è poi Karsdorp a destra con Kolarov a sinistra, mentre la diga centrale è composta da De Rossi e Nzonzi. Davanti infine ci sono Zaniolo, Dzeko e Perotti. Cambia anche il Porto e Conceicao sceglie il 4-4-2, con il rientrante Corona esterno alto a sinistra, nel tentativo (riuscito...) di scompaginare l'assetto difensivo avversario. I due attaccanti di ruolo sono invece Marega e Tiquinho Soares. Al fischio d'inizio di Cakir è il Porto a prendere subito in mano l'iniziativa ed a creare insidie agli avversari. Al 3', sugli sviluppi di un angolo, Corona al volo conclude di poco fuori. Al 10' ancora Corona in area calcia verso la porta, Manolas fa muro e Telles spara sull'esterno della rete. Il monologo del Porto si sviluppa quindi con un tiro dalla distanza di Danilo, che si perde alto (13'). La Roma fatica a ripartire ed a costruire la benchè minima azione, così finisce per prestare il fianco al lungo possesso dei padroni di casa, molto abili nel palleggio. Al 21' poi ancora Corona protagonista: il messicano fa partire un destro velenoso da fuori, ma il pallone per fortuna dela Roma finisce alto. La resistenza giallorossa però ormai ha il fiato corto: al 26' Telles attende la sovrapposizione di Marega e lo serve, il maliano mette in mezzo e Tiquinho Soares infila alle spalle di Olsen l'1-0 dei Dragoni. Il Var toglie poi i sospetti di fuorigioco e conferma il punteggio. A questo punto la Roma prova ad abbozzare un minimo di reazione, ma tutto quello che riesce a realizzare è un cross di Kolarov per Dzeko, col tiro del bosniaco che viene deviato in angolo dalla difesa biancoblù. Col Porto costantemente all'attacco, la squadra di Di Francesco si difende anche col 5-4-1, con il solo Dzeko a tentare di tenere alti i giallorossi. Non ha invece di questi problemi la squadra di Sergio Conceicao, che arriva con grande naturalezza in zona-tiro. Al 35' Tiquinho Soares cerca ancora la porta della Roma con una conclusione dalla distanza, che però è centrale ed Olsen para senza problemi. Poi al 36' un lampo improvviso della Roma: Perotti si accende e punta l'area e Militao lo stende: è calcio di rigore. dal dischetto De Rossi batte con freddezza e precisione all'angolino per l'1-1 che rimette in carreggiata la Roma. Il goal ringalluzzisce i giallorossi, che iniziano finalmente a crescere sul piano della personalità ed a salire di tono a centrocampo, senza tuttavia produrre nulla di concreto in zona-goal. Chi invece va dritto al sodo è il Porto, con Herrera che al 45' ci priva dal limite, ma Olsen in tuffo respinge in angolo. L'arbitro assegna 2 minuti di recupero e proprio sul finale De Rossi si fa male e deve lasciare il campo, al suo posto c'è Pellegrini. 
Il secondo tempo si apre con lo stesso copione del primo, con i Dragoni subito all'attacco: Tiquinho Soares (49') di testa schiaccia e manda fuori su un bel cross di Militao. Poi è Marega (51') a far venire i brividi a Olsen con un diagonale insidioso sul 2° palo, ma lo svedese tocca quel tanto che basta a salvare la Roma. La barca però, a furia di mareggiate, comincia ad imbarcare acqua ed infatti al 52' ecco arrivare il nuovo vantaggio del Porto: Corona crossa dalla sinistra, i difensori della Roma dormono tutti sonni beati e Marega sbuca davanti a tutti ed infila Olsen con un tocco sotto misura. Due a uno e tutto da rifare per la Roma, che si vede ora costretta ai supplementari. In campo intanto si accendono gli animi, soprattutto per quanto riguarda Dzeko e Pepe, che vanno ad uno scontro testa-testa, col bosniaco che tenta anche la sceneggiata e si butta a terra a peso morto, Cakir ammonisce entrambi. Intanto il Porto continua col suo ritmo incessante a produrre altre occasioni, Felipe ci prova di testa al 66', ma schiaccia alto. Due minuti dopo e la Roma finalmente si fa vedere in avanti: Dzeko tenta l'azione personale ed il suo sinistro finisce abbondantemente fuori. L'attaccante poi ci prova anche di testa, ma stasera la sua mira non è delle migliori. Sull'altro fronte si fa invece notare subito Brahimi, appena entrato: Olsen respinge. Nella Roma entra intanto Cristante per Marcano, mentre Al 78' nei padroni di casa entra Fernando ed il suo ingresso diventerà poi decisivo sul match. La palla intanto continua ad avercela costantemente la squadra di casa e la Roma deve accontentarsi delle briciole: all'82' Perotti è bravo a rubare palla al limite dell'area, ma poi il Monito calcia fuori, sprecando l'inaspettato regalo. Sul fronte opposto è invece Otavio a cercare la via del goal, ma Olsen respinge il tiro del centrocampista. Si arriva così all'89' con Dzeko che guadagna una punizione preziosissima al limite dell'area, ma Kolarov la spreca calciando addosso alla barriera. L'epilogo più giusto non possono dunque che essere i supplementari.

Nel primo quarto d'ora extra Telles serve con un bel cross il gigante Marega, che gira, ma manda fuori sul 1° palo. Nella Roma entra Schick, nel tentativo di dare maggiore spinta in avanti. Ma c'è poco da fare, in campo c'è molto più Porto che Roma. Senza altri sussulti si entra così nel secondo extra time e la Roma con Edin Dzeko ha (udite, udite...) addirittura 3 palle goal per segnare il 2-2 che vorrebbe dire qualificazione ai quarti: prima il numero 9 di testa conclude a lato (109'), poi Edin rientra benissimo per il tiro, ma poi spreca tutto malamente, sparando altissimo (111'), infine l'attaccante, imbeccato in profondità da Cristante, prova col pallonetto a battere Casillas in uscita, ma Pepe salva in scivolata poco prima della linea di porta al 112'. E quando ormai ci si prepara mentalmente ai calci di rigore finali, ecco che invece ne arriva solo uno (e decisivo..) da tirare: è il minuto 114 di una partita interminabile, Maxi Pereira, entrato pochi minuti prima, fa partire un tiro-cross che si spegne sul fondo e, quando già il gioco stava riprendendo, l'arbitro chiede il consulto del Var per una strattonata di maglia di Florenzi a Fernando, che in effetti c'è. Dagli 11 metri l'ex interista Telles non sbaglia e al 116' firma il 3-1 che condanna beffardamente la Roma. E come se non bastasse, beffa nella beffa, al 120' Schick finisce giù nell'area del Porto dopo un contatto con Marega: Cakir consulta ancora una volta il Var, ma stavolta si accontenta del silent ceck e valuta l'intervento non da rigore. Finisce 3-1 per il Porto, la Roma esce con l'amaro in bocca dalla Champions League, e per Florenzi a fine gara ci sono tante lacrime di tristezza...