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RANIERI IL MISTERIOSO: ''LA COSA DA CAMBIARE? NE PARLO CON LA SQUADRA...''

Pubblicato il 11/03/2019
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

La Roma torna a sorridere ed esultare, dopo la settimana horribilis che l'ha vista prima soccombere nel derby e poi venire eliminata dalla Champions League per opera del Porto. Stavolta contro l'Empoli le cose sono andate meglio, almeno sul piano del punteggio. Per il resto, per il gioco e per la brillantezza, bisognerà aspettare un pò: il Sor Claudio ha preso in mano da pochissime ore il suo nuovo giocattolo, e deve ancora capirne bene il funzionamento... Nella sua primissima conferenza del postpartita, nella sala stampa dell'Olimpico, Ranieri si mostra assai sornione, ben consapevole delle cose da dire e di quelle che invece è meglio non dire nel bollente ambiente romano, in cui il tecnico si San Saba è nato è cresciuto... Ecco allora che la cosa che colpisce nella sua conferenza è appunto la capacità di Claudio di parlare in modo trasversale, tra le righe, in modo tale da cercare di far trapelare il meno possibile alle orecchie dei cronisti, ma salvando egregiamente la forma ed uscendone in grande stile. Queste le sue parole: ''La cosa migliore di stasera e la cosa da cambiare? La cosa migliore è il risultato, quella da cambiare ne parlo con la squadra...Questa era una partita difficile, per mille motivi: oltre a tutta la situazione che si è creata per la doppia sconfitta, oggi abbiamo giocato senza pezzi da novanta, senza punti di riferimento''. E chi sono allora questi pezzi da novanta? A chi si riferisce il tecnico giallorosso? Chi sono i ''senatori'' su cui Ranieri proverà a ricostruire la sua Roma? E' qui che Claudio sfodera tutta la sua laurea in ''dribbling linguistici'': ''Il pezzo da novanta deve essere la Roma, la Roma con i suoi tifosi! Voglio ringraziarli, ci hanno dato una mano incredibile e si sono stretti intorno alla squadra. Grazie a loro abbiamo preso i primi 3 punti, ora mi aspetto che vengano a Ferrara. Siamo con la bombola d'ossigeno: ci servono più medici possibili...''. Poi, il neo tecnico giallorosso torna a parlare dei suoi: ''I giocatori hanno fatto del loro meglio, la vittoria aiuta l’autostima e aiuta a migliorarsi. Ma dobbiamo lavorare molto...''.

Nonostante l'impalcatura esterna sia rimasta la stessa col 4-2-3-1, El Shaarawy a fine partita ha detto che la squadra ha giocato in maniera diversa rispetto al passato. Ranieri su questo punto si schermisce: ''Non lo so, forse i giocatori erano abituati a giocare più larghi, più alti. Quando perdiamo palla voglio che stiamo compatti… Ho chiesto ''A'', ''B'' e ''C''...''. Continuano dunque i misteri di Claudio....
Ranieri si è poi espresso positivamente sul Var e sulla sua presenza nel mondo del calcio: ''Sono super favorevole! Anche in Inghilterra, quando me l’hanno chiesto, ho dato la mia adesione massima. Col gioco moderno, coi blocchi e con le situazioni più veloci gli arbitri non ce la fanno a vedere tutto. È uno strumento che ti fa vedere diverse angolazioni e può richiamare l’arbitro. Oggi poi abbiamo preso un goal, quello dell'1-1, sul quale avevamo discusso con la squadra: l’Empoli fa sempre il blocco sull’ultimo uomo, dopodichè uno loro gira dietro e colpisce di testa. In Inghilterra questo tipo di situazioni non si fischiano, qui in Italia mi avevano detto che invece non si potevano fare, che venivano sanzionate: stavo aspettando la Var, sono andato dal quarto uomo, c’era il blocco. L'Empoli fa sempre questo tipo di giocate: su 100 punizioni, in 101 fanno il blocco. Mi sono sorpreso, la voglio andare a vedere, ma sono favorevole alla Var perché dà una grossa mano agli arbitri''.

Il buon Claudio, da allenatore non più di primo pelo, si sofferma poi anche su un aspetto tattico non secondario: oggi i difensori guardano più la palla che l'uomo: ''E' una considerazione che faccio spesso: i giocatori, coprendo la zona, non sanno che devono marcare l’uomo... Il libero è uno, lo era nel '15-'18 e lo è anche adesso, solo che ora varia: a volte è un centrale, a volte è l'altro, dipende da dove si attacca. Tutti gli altri invece devono stare a uomo. Puoi fare una linea perfetta, una diagonale bellissima, ma se poi lasci liberi gli uomini... Il primo esce, il secondo fa il libero e gli altri marcano a uomo: questo è il concetto base. Per far assorbire questi concetti ci vuole tempo''.