background

RANIERI: ''NON POSSO SCEGLIERE, ORA DEVO SOLO FARE IL FARMACISTA...''

Pubblicato il 03/04/2019
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

Nel dopogara dell'Olimpico Claudio Ranieri ha espresso le sue considerazioni a margine di questo 2-2 con la Fiorentina che, seppure allontana un pò la Roma dalla zona Champions, almeno restituisce al tecnico (ad ai tifosi...) l'immagine di una squadra che lotta, che non si arrende e che vuole ancora dire la sua in questo finale di campionato. Dopo la sconfitta pesante col Napoli, serviva un segnale. servivano dei cambi, ed a pagare in prima persona è stato Olsen, relegato in panchina da Ranieri, in favore di Mirante. Ranieri nelle sue parole del postgara parte proprio da qui: ''Avevo parlato con Olsen prima della partita col Napoli... Diciamo che è un ragazzo solitario, parla poco con tutti, ed allora...viste le prestazioni, ho preferito dare un'opportunità a Mirante, per vedere cosa potesse cambiare e devo dire che il ragazzo ha risposto molto bene. Mirante è un ragazzo esperto, che sa il fatto suo''.
Tra quelli che alla vigilia erano in bilico, c'era anche Edin Dzeko: l'attaccante stasera ha invece giocato tutti i 90 minuti, senza però far vedere granchè, anzi: Edin sotto porta è apparso un pò con le polveri bagnate, se si eccettua un bel tiro nel primo tempo che avrebbe meritato miglior fortuna. Il giudizio di Ranieri su Dzeko tuttavia è tutt'altro che negativo: ''Io sono soddisfatto della sua prova di oggi: si è mosso tanto, ha lottato su ogni pallone... Non ha trovato la porta, è vero, e da un attaccante uno si aspetta sempre i goal. Però, finchè gioca così, a me sta bene e prima o poi, continuando a giocare con questa determinazione, con questo cuore, lottando su ogni pallone, anche su quelli impossibili, il goal lo troverà''.
Il 4-3-3 della Roma, con uno Zaniolo così avanzato, alla fine assomiglia di più ad un 4-2-3-1: qual è dunque il vero modulo della Roma? Ranieri scioglie i dubbi: ''Non è questione di compattezza, è che devo valutare bene tutto quello che i ragazzi sanno e possono fare. La compattezza si può trovare anche pressando in avanti... Però, vedendo la partita di Coppa Italia contro la Fiorentina e poi vedendo anche le altre partite della Fiorentina, loro spesso e volentieri lanciavano lungo e cercavano la palla alle spalle delle difese avversarie: all'Inter hanno fatto goal dopo 17 secondi, per cui è un refrain che usano spesso e volentieri, avendo Muriel, Simeone, Chiesa là davanti. Quello che avevo chiesto ai ragazzi era di non dare la profondità agli avversari, per cui era meglio stare un pochino più indietro e poi al momento giusto pressarli, quando era giusto farlo. Il 4-2-3-1 l'ho fatto proprio per non dare punti di riferimento alla Fiorentina, mettendo Zaniolo più vicino a Dzeko, perchè sennò avevo paura di lasciare Edin isolato davanti''.

Quest'oggi la Roma è sembrata per certi versi un pò più ''ranieriana'' nell'atteggiamento difensivo. Il tecnico ci va con i piedi di piombo, consapevole che la guarigione è ancora lunga: ''Piano, piano: io ho chiesto ai giocatori di dare una prova d'orgoglio, di darla a noi stessi, perchè non è possibile aver corso più del Napoli sia nelle lunghe, che nelle brevi distanze e fare poi una figura ''non buona''. Io, quando ho visto i dati delle due squadre, non potevo credere ai miei occhi... Allora ho detto: ''Vedete? Loro hanno corso da squadra, noi siamo stati generosi, abbiamo fatto una brutta figura e dobbiamo essere più compatti'', per cui è stato questo oggi l'imperativo: essere compatti, non dare la profondità agli avversari... Devo dire che invece poi alla prima azione loro l'hanno trovata la profondità proprio perchè un centrocampista avversario si era inserito tra le linee. Per fortuna c'era Perotti dalla mia parte, io gli ho detto come si doveva mettere e da lì non sono più passati... Per cui potevano solo mettere questi palloni lunghi e lì devo dire che i miei quattro difensori sono stati molto attenti nel non farsi scavalcare dalla palla, o per lo meno nel giocare d'anticipo su queste giocate lunghe''.

Alla luce del 2-2 finale, questo pari va letto come 2 punti persi o piuttosto come un punto guadagnato? Ranieri anche su questo aspetto preferisce la politica dei piccoli passi: ''La mia esperienza mi dice che sì, è bello che, quando sei malato, pronti via, ti rialzi, corri, giochi e vai in bicicletta. Ma purtroppo quando sei malato esiste anche la convalescenza...Innanzitutto ho fatto i complimenti alla squadra perchè, per il momento psicologico che stiamo attraversando, non è facile prendere un goal, rifarlo, prendere il secondo goal e rifarlo, nel momento storico che stiamo passando... Per questo ho fatto i miei complimenti. Poi è logico che non vorrei prendere i goal, soprattutto il primo: ne avevamo parlato di come ''schermare'' i loro 3 saltatori di testa, che sapevamo che erano i 3 difensori. E non l'abbiamo fatto... Per cui ci sono delle piccole imperfezioni che noi andiamo a togliere. Non mi importa se i ragazzi sono soddisfatti o meno, io devo dare la mia soddifazione a loro, perchè ho chiesto una prova di orgoglio, di determinazione, di farmi vedere che ad ogni tackle si rompeva il pallone e loro questo me l'hanno fatto vedere. Adesso da questo dobbiamo ripartire. Ora è importante la partita con la Sampdoria, tra 2 giorni... Sicuramente perderò due giocatori... (Santon e Perotti, n.d.r.), speriamo di recuperarne altri due... Purtroppo questo è il campionato della Roma quest'anno, per cui non ci dobbiamo fasciare la testa, dobbiamo andare avanti a viso aperto, ma dobbiamo anche essere consapevoli di quello che possiamo fare, dei difetti che abbiamo e dobbiamo saperli mascherare''.

A proposito dei difetti di questa squadra, Claudio ne rivela uno prettamente tecnico-tattico: ''Credo che lo sappiate bene anche voi, manca un recuperatore di palloni...Avete visto la Fiorentina quanti falli fa: loro fanno fallo molto intelligentemente e poi vanno tutti dietro alla linea della palla...Noi non abbiamo questo tipo di giocatore... Quello che io chiedo ai giocatori è di essere duri, caparbi, se è il caso di fare fallo, di non lasciar ripartire gli avversari... Ma se un giocatore non ce l'ha nelle corde, non è facile poi che di punto in bianco lo acquisisca... Per cui io stimolo loro a darmi quello che non hanno nelle loro corde''.

Una squadra dunque che, infarcita di fantasisti e con pochi mediani, tecnicamente non è adatta al gioco di Ranieri? Lui risponde in modo pragmatico: ''Non è il mio problema più grave: io mi sono reso conto in queste prime partite che io non posso andare per la mia strada, ma devo seguire quello che sanno fare i ragazzi. Certo, 4-3-3 o 4-2-3-1 cambia poco: col secondo modulo posso schermare l'organizzatore di gioco avversario e posso avere un uomo più vicino a Dzeko, dargli una spalla con cui dialogare. Certo, una volta che avrò tutti i giocatori, in piena forma... Allora lì potrò scegliere. Ora invece non posso scegliere, devo fare soltanto il farmacista: quanti minuti può giocare un giocatore, quanti minuti ne può giocare un'altro... Sono sincero: io avrei voluto togliere anche Perotti, che già aveva giocato un'ora col Napoli e viene da quel brutto infortunio...Volevo fargli fare un'ora anche oggi, ma avevo già finito i cambi, per cui... Ora pare che si sia fatto male di nuovo...  E' una situazione di emergenza ed io sto cercando di aiutare il più possibile la squadra ad esprimersi come sa, mettendoci il mio carattere. Questa è la mia via''.