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RANIERI: ''CONTE? SE VIENE, LO VADO A PRENDERE ALL'AEROPORTO...''

Pubblicato il 27/04/2019
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

La Roma di Ranieri sta prendendo sempre più forma, partita dopo partita, tanto che i giallorossi sono tornati di prepotenza nelle prime posizioni della serie A: al momento la Roma è infatti a +2 su Milan ed Atalanta( che però devono ancora giocare) ed a soli 4 punti dall'Inter terza. Peccato però che in città raramente ci si concentra sul presente, per proiettarsi invece con la testa e con i sogni già alla prossima stagione, ed allora ecco che in settimana i titoli del giornali erano tutti per Antonio Conte, come se Ranieri si trovasse sulla panchina della Roma quasi per caso. Er Sor Claudio però sa benissimo quali sono gli umori della piazza in cui è nato e cresciuto, ed allora prende la cosa con filosofia e grande stile, ed a chi gli chiede di Conte, lui risponde da tifoso vero: ''Lo vado a prendere all'aeroporto''. Che dire...Chapeau... Ecco dunque le parole di Ranieri nel dopogara dell'Olimpico, al termine di una vittoria netta e convincente, che rilancia pienamente proprio la candidatura di Ranieri anche per la prossima stagione: ''Conte prossimo allenatore della Roma? Lo vado a prendere all’aeroporto... Quando sento parlare di Conte, tanto di cappello''.
Nella conferenza della vigilia, Ranieri su Pastore aveva detto che l'argentino non aveva ancora i 90 minuti nelle gambe. Poi invece, ecco il Flaco grande protagonista del match contro il Cagliari... Ranieri si schermisce: ''Non faccio pretattica, ma non dico mai la verità...Ho detto che lo vedevo bene, ma ho detto anche che non aveva i 90’... Erano due settimane che il Flaco si allenava bene, gli riusciva tutto in allenamento. E l'allenamento per me è tutto, è fondamentale: è lì che i giocatori mi devono far vedere delle cose... Mi è sembrato doveroso metterlo. Gli ho detto che le cose che fa lui con la palla le fanno pochi al mondo, è un giocatore sublime. Gli ho detto: ''Quando hai la palla gioca come sai, quando invece la palla non ce l'hai, gioca come ti dico io, difendi come ti dico io'', e lui lo sta facendo. Sono contento della standing ovation che lo stadio gli ha riservato all'uscita dal campo... Pastore è un ragazzo splendido, molto sensibile. I sudamericani sono sensibili e, quando sentono il calore del pubblico, danno di più. Spero che mi dia quello che mi ha dato oggi. adesso sta bene e potrà darci una mano!''.
Oggi c'è stato poi un ottimo lavoro in copertura anche da parte di El Shaarawy e Kluivert: ''Sono qualità che loro hanno: hanno fatto un ottimo lavoro Justin e Stephan, sia in attacco, che in difesa''. Queste le parole di Ranieri, che sull'olandese poi aggiunge: ''Gli dico sempre: ''Ma all’Ajax portavi le borse o giocavi? Ed allora, fammi vedere come giocavi lì!''. Sono in pochi ad avere quella velocità, a volte metteva dei palloni in area talmente veloci che i compagni in area ancora non c'erano. Ma fa bene a fare così''. Poi, sul Cagliari: ''Li abbiamo chiusi bene a destra e sinistra, giocando con il rombo loro sfruttavano molto le fasce esterne. Avevamo lasciato troppi cross all’Inter, avevo detto ai miei di non voler vedere cross, sennò Pavoletti l’avrebbe fatta da padrone. Ed infatti di cross ne sono arrivati pochi, anche grazie al lavoro dei nostri esterni''
Negli ultimissimi minuti della partita si è rivisto in campo anche Ante Coric: che idea si è fatta di lui Ranieri? ''È un ragazzo valido, ma non è facile uscire di casa e venire a giocare in Italia, dove c’è molta tattica. Tecnicamente è sopraffino, l’ho voluto premiare perché in allenamento in queste ultime settimane sta dando tanto. Credo tanto in lui, ma abbiamo tanti centrocampisti in quella zona. Quando c’è il momento per farlo ambientare, lo faccio entrare''.
Quando si parla di Claudio Ranieri, si pensa subito ad un calcio speculativo, ''all'italiana'': eppure, a giudicare anche dalla partita odierna, emerge un Claudio Ranieri che ama attaccare...:''I luoghi comuni non mi interessano, i critici è giusto che facciano il loro dovere, devo migliorarmi. Ma, se sono da trent’anni sulle panchine, vuol dire che sono moderno anche io, nonostante i capelli bianchi e l’età...''.
Il tecnico di San Saba non ha rimpianti per il fatto di aver preso questa squadra in corsa: ''Il calcio è questo: se non mi avessero esonerato al Fulham, non sarei qui... Anche la prima volta ho preso la squadra a zero punti e abbiamo sfiorato lo scudetto. Sto cercando di fare del mio meglio''. 
La chiusura della conferenza è sul nuovo assetto difensivo della Roma: da quando c'è Mirante, la squadra difende nettamente meglio e subisce molti meno goal: questi sono dati innegabili, al di là del politically correct. Ranieri però, forse per diktat societari o forse per pretattica, non si lascia trascinare su questo terreno: ''Antonio Mirante è un bravissimo portiere, ma anche Robin Olsen è un gran bel portiere... Ha sentito un po’ troppo la pressione, è stato sfortunato e per questo ho cambiato, non per demeriti di Olsen... Lo seguivo anche prima della Roma, sapevo che non era Alisson, ma che però era un buon portiere. Roma non sempre accoglie tutti, starà a lui reagire. Il portiere è un ruolo difficile da comprendere: se il centrocampista e l’attaccante sbagliano qualche partita, poi ne azzeccano qualcuna e il pubblico si ricrede, invece per il portiere è più difficile''. Oggi infine è stata positiva anche la prova di Fazio: ''Se non si pressa alto, lui si ritrova di più.''