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VERETOUT: ''ALLA ROMA PER SALIRE DI LIVELLO''

Pubblicato il 25/07/2019
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A TRIGORIA

Dopo la parentesi del campo, con l'amichevole di ieri pomeriggio contro il Gubbio e terminata 3-0 per i giallorossi, a Trigoria oggi è di nuovo tempo di presentazioni: stavolta tocca a Jordan Veretout, a nostro giudizio di gran lunga il pezzo più pregiato del mercato non esattamente esaltante della Roma fino a questo momento. Il francese, dopo due stagioni nella Fiorentina, è dunque pronto ad un salto di livello con la sua nuova maglia: è così infatti che l'ex viola vede l'approdo nella Capitale: un passo in avanti nella sua ancora giovane carriera. Veretout è consapevole di essere arrivato alla Roma in una sorta di ''anno zero'', ma è anche sicuro che la squadra giallorossa molto presto tornerà nuovamente a calcare il palcoscenico della Champions, ed è anche per questo che Jordan è venuto qui. Ad introdurre la conferenza stampa del francese c'è come al solito De Sanctis, che di lui dice: ''Lo conoscete già, Veretout è un giocatore che si è sempre affermato dovunque è stato: ha giocato in 3 campionati diversi (in Francia con Nantes e Saint Etienne, in Inghilterra con l'Aston Villa ed in Italia con i viola, n.d.r.), è un centrocampista completo sia in fase di interdizione, che in fase propositiva. Ci auguriamo che con noi possa esordire in Champions League e con la sua Nazionale maggiore, che sono due gradini che ancora gli mancano, visto che ha fatto tutta la trafila con le giovanili della Francia''. Tocca quindi a Jordan Veretout presentarsi ai suoi nuovi tifosi e, per non sbagliare nulla, lui si affida alla sua lingua madre, il francese, nonostante non sia arrivato in Italia proprio oggi, ed a chi gli chiede come mai, lui risponde in un italiano stentato: ''Io posso parlare in italiano... ma meglio in francese...''. Eccole allora le sue parole da romanista: ''Nella mia carriera ho ricoperto tutti i ruoli del centrocampo: giocare davanti alla difesa è un ruolo diverso, occorre maggiore riflessione rispetto invece ad una posizione più offensiva. In questo ruolo davanti alla difesa devo imparare giorno dopo giorno. Ho scelto la Roma perchè è un grande club, e poi le parole di mister Fonseca mi hanno convinto. La Roma è una grande squadra ed essere qui rappresenta un passo avanti nella mia carriera!''.

Veretout è venuto a Roma anche per poter giocare la Champions, peccato però che giusto quest'anno debba accontentarsi dell'Europa League... Lui però non si scompone: ''La Roma è una grande squadra che tutti gli anni ambisce a giocare la Champions League: soltanto due anni fa è approdata in semifinale... E' vero, quest'anno è in Europa League, ma la società vuole tornare in Champions e sta a noi impegnarci e lavorare per raggiungere quest'obiettivo''. Veretout spende poi belle parole per Edin Dzeko, in bilico tra Roma ed Inter: ''Edin è un grande giocatore, molto efficace sotto porta e dotato di grande prestanza fisica''. Sulla posizione tattica che Fonseca ha in mente per lui, Jordan è aperto ad ogni prospettiva, ovvero è pronto a giocare sia a 2, che a 3 a centrocampo: ''Sono due cose differenti: in un centrocampo a 3 probabilmente giocherei come mezz'ala, con una propensione ad attaccare maggiore, invece in un centrocampo a 2 occorre trovare un equilibrio maggiore tra i due mediani, per non squilibrare la squadra. Io sono qui e sono molto felice di essere in una bellissima città ed in una squadra con dei compagni di squadra fortissimi! La Roma poi ha una tifoseria straordinaria e quando ho giocato qui c'è sempre stato un bell'ambiente. Ai tifosi prometto di fare una bella stagione e che farò di tutto per raggiungere delle soddisfazioni''.

Poi Veretout rivela: ''Ho firmato con la Roma anche per il discorso che ho avuto col Mister: in una telefonata, Fonseca mi ha manifestato tutto il suo entusiasmo, mi ha fatto sentire che cercava un giocatore con le mie caratteristiche, mi ha voluto fortemente, mi ha trasmesso fiducia... Fonseca ha usato delle parole che mi hanno convinto subito e non mi hanno fatto più tornare indietro''. Ecco allora spiegato anche il lungo contratto che lega Veretout alla Roma fino al 2024... Sul numero di maglia da indossare invece Jordan non ha la stessa decisione: ''I numeri che preferisco sono già presi... Meglio prendere del tempo per pensarci...''.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la presenza di Montella a Firenze non ha inciso minimamente sul suo trasferimento a Roma: ''Con Montella non ne abbiamo parlato nello specifico... Io sono venuto qui per fare questo passo in avanti nella mia carriera''. Il transalpino preferisce poi fuggire i confronti col passato e col terzetto Nainggolan - De Rossi - Strootman: ''I tre calciatori citati sono 3 grandissimi... Io posso assicurare sempre il mio impegno a fare sempre il massimo in campo ed in allenamento, e spero di fare una bella stagione quest'anno''.
A dare il benvenuto a Veretout ci ha pensato anche il capitano della Roma che, tanto per ribadire il concetto per chi fosse duro d'orecchi, sarà Florenzi: ''Florenzi mi ha inviato un messaggio di benvenuto, mi ha salutato... Nei prossimi giorni avrò modo poi di approfondire meglio la conoscenza''.
Veretout con la sua nazionale ha fatto tutto il percorso dall'Under 18 fino all'Under 21, avendo tra i suoi compagni anche Pogba: ''Sì, ho vinto il mondiale Under 20 con lui, ora uno dei miei obiettivi è raggiungere la Nazionale maggiore e, stando qui alla Roma, verrò monitorato con maggiore attenzione in Francia''. il ragazzo nella Fiorentina si è fatto notare anche per le sue abilità sui calci da fermo, punizioni e rigori su tutti: un'arma in più per Fonseca? Lui si mantiene vago: ''Vedremo... Qui a Roma ci sono già dei giocatori che calciano punizioni e rigori... Io continuerò ad allenarmi in questo senso...''. La chiosa della sua conferenza stampa è infine nuovamente sui dettami tattici: ''A Fonseca piace il gioco propositivo, ma mi hanno preso per fare il regista ed in quel ruolo occorre attenzione in fase difensiva''. Tradotto, sarà lecito attendersi in giallorosso un Veretout meno all'arma bianca e più attento agli equilibri della squadra.