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FONSECA: ''LA LINEA DI ARBITRAGGIO NON E' LA STESSA PER TUTTE LE SQUADRE...''

Pubblicato il 06/02/2020
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A ROMA

Paulo Fonseca prova a risollevare ed a ricompattare la sua Roma. Dopo la pessima sconfitta rimediata dai giallorossi a Sassuolo, non è un compito facile questo per il portoghese, a maggior ragione in un ambiente come quello capitolino in cui dopo il derby sei uno squadrone e solo 7 giorni dopo invece riecco l'aria pesante della contestazione e della voglia di smantellamento. Il tecnico giallorosso in conferenza stampa, alla vigilia di Roma-Bologna, prova dunque a riannodare i fili: ''Come allenatore devo sempre analizzare quello che è successo e dopo Sassuolo ho fatto come faccio sempre: per me è facile capire che è successo...''. Non dice di più il tecnico ex Shakhtar, facendo intendere chiaro il suo intento di tenere i discorsi dello spogliatoio ben lontani dai microfoni. Meglio allora buttarla sulla stretta attualità, domani la Roma dovrà sopperire alla squalifica di Pellegrini: in che condizioni sono Mkhitaryan e Pastore? ''Mkhitaryan sta un pò meglio di Pastore, che sarà comunque tra i convocati di domani''. Dunque niente Flaco dall'inizio domani? ''E' difficile... Abbiamo altre soluzioni... Abbiamo Mkhitaryan ed abbiamo Kluivert e Dzeko che possono giocare in quella posizione. Penso però che Pastore non sia nelle migliori condizioni fisiche per iniziare la partita''. Fonseca dunque sta valutando in queste ore anche la possibilità di un Dzeko tra le linee, con Kalinic davanti: ''Ho pensato a questa soluzione, ma devo dire che non è facile cambiare i comportamenti all'interno dello squadra... E' una cosa che può succedere dentro la partita, ma non dall'inizio...''.

Inutile dirlo, il tasto dolente in sala stampa continua però a battere sulla gara di Sassuolo e sulle difficoltà della Roma nel dare continuità ad un certo tipo di mentalità vincente. Fonseca la vede così: ''Stiamo lavorando per cambiare questa mentalità, ma devo dire che a Sassuolo non è stato solo un problema di mentalità: abbiamo sbagliato tatticamente, io ho sbagliato al livello tattico ed i giocatori hanno sbagliato tecnicamente e tatticamente. E' un problema di come abbiamo iniziato la partita: la squadra ha perso equilibrio e solo dopo l'intervallo è stato meglio ed abbiamo ritrovato equilibrio. Però è vero che contro la Lazio abbiamo fatto una buona partita, mentre con il Sassuolo non abbiamo avuto lo stesso atteggiamento. Io sto lavorando tutti i giorni coi giocatori per far capire che dobbiamo avere una mentalità vincente, ho sentito dire più volte quest'anno che la squadra non aveva la giusta mentalità: io però penso il contrario, penso che abbiamo fatto 3-4 partite quest'anno senza mentalità perchè, anche quando abbiamo perso con la Juventus e contro il Torino, abbiamo invece giocato con mentalità. Quella col Sassuolo è stata invece la prima partita totalmente contraria a quello che vogliamo''.

Meglio allora per Fonseca affidarsi in questa fase ai giocatori di maggiore carisma e carattere: ''In questo momento ho un dubbio per la partita di domani, per questo non voglio parlare delle individualità, ma Kolarov ha una grande mentalità è un vero leader dello spogliatoio''. A proposito di giocatori di carattere, un altro che si è esposto in questi giorni è stato Dzeko. Fonseca però punta a ''normalizzare'' mediaticamente le sue parole: ''Dzeko ha detto anche ''Siamo tutti responsabili ed io sono il più responsabile di tutti, perchè sono il capitano''... Io onestamente le sue parole non le ho viste come una critica ai più giovani, ma piuttosto come un consiglio ai calciatori più giovani... In questo momento Edin è il leader dello spogliatoio''. Sulla questione è intervenuto anche Petrachi, ma anche su questo aspetto il tecnico punta ad abbassare la tensione ed a sciogliere i nodi: ''Devo dire che dopo quell'intervista non è cambiato niente. Non voglio parlare di quello che succede nello spogliatoio, ma sappiate che sono sempre io a parlare lì. In questo momento che abbiamo perso sembra tutto un grande dramma, ma noi dobbiamo sempre essere equilibrati. Hanno parlato molto di questo momento e devo dire siamo tutti insieme: la società e l'allenatore''. 
Sul dialogo a fine partita poi tra lui e Dzeko, Fonseca ci tiene a precisare: ''Penso che in questi mesi a Roma è facile capire che io non mento: quando non voglio parlare di qualcosa, lo dico. Ma io non mento, mai! La verità è che dopo la partita Edin mi ha detto: ''Mister, non ha bisogno di parlare con l'arbitro... Non ho bisogno di mentire. Se dopo la partita non voglio parlare di quello che mi ha detto Dzeko, lo dico... La verità è questa... ''. Nella partita nefasta di Sassuolo certamente anche l'arbitraggio non si può dire che sia stato assolutamente favorevole ai giallorossi. Fonseca non cerca alibi, anche se poi qualche sassolino dalla scarpa se lo leva: ''Un accanimento contro la Roma? Sono d'accordo in parte... Noi non abbiamo perso a Sassuolo perchè l'arbitro ha sbagliato, ma perchè noi non abbiamo giocato bene. E però è difficile pensare che una squadra come la Roma ha così tanti cartellini gialli: la linea di arbitraggio non è la stessa per tutte le squadre... Non siamo una squadra che fa così tanti falli che giustifichino tutti quei cartellini gialli... La mia insoddisfazione dentro la partita è solo per questo...''.

Capitolo nuovi giocatori: a che punto è il loro inserimento? ''Carles Peres e Villar sono due giovani con grandi qualità, ma hanno bisogno di adattamento: il calcio qui è totalmente diverso rispetto alla Liga. Prima hanno bisogno di vedere com'è il calcio qui... Vedremo se domani giocheranno...''.
Senza Diawara la Roma ha perso equilibrio in mezzo al campo, ma Fonseca non dispera: ''L'equilbrio si può ottenere con un buon posizionamento. E' vero che Diawara fa quel lavoro in modo quasi perfetto, ma Cristante ha quella stessa capacità, non c'è bisogno di cambiare ruolo a Mancini...''.
Domani arriva il Bologna, un'altra squadra prettamente difensiva, insomma un altro avversario ostico da scardinare per la Roma: ''Quando è arrivato Kalinic, io gli ho chiesto: ''Quante squadre marcano a uomo in Spagna?'' E lui mi ha detto: ''Nessuna...''. Qui invece molte squadre giocano in modo aggressivo, marcando uomo a uomo. Contro il Verona per esempio abbiamo fatto una bella partita con certi movimenti. Non è mai semplice affontare una squadra che marca aggressiva''.