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ROMA TRA LUCI ED OMBRE, COL CAGLIARI FINISCE 3-2

Pubblicato il 23/12/2020
La Roma di Fonseca batte il Cagliari con un 3-2 rocambolesco ed agguanta in solitaria il 3° posto della classifica, alle spalle solo delle due milanesi. La vittoria di stasera tuttavia ha tante luci, ma ha anche molte ombre: in 90 minuti la squadra giallorossa ha mostrato infatti in modo palese ed in contemporanea entrambi i suoi due volti di questo girone d'andata. Travolgente in attacco almeno tanto quanto balbettante invece in fase difensiva, soprattutto quando gli avversari iniziano a spingere sull'acceleratore: è stato così a Bergamo domenica e si è ripetuto anche stavolta in casa, contro il buon Cagliari del grande ex Eusebio Di Francesco. La squadra di Fonseca è andata in vantaggio in apertura con Veretout , per poi subire il ritorno degli isolani, in goal allo scadere dell'ora di gara con Joao Pedro. Dzeko e Mancini riportano poi avanti i padroni di casa, ma un'ngenuità di Villar nel finale porta al raddoppio di Joao Pedro su rigore, prima dei 4 minuti palpitanti finali. Morale della favola, la vittoria che doveva arrivare è arrivata, ma per i giallorossi, classifica a parte, non solo solo rose...

PRIMO TEMPO -
Per la gara dell'Olimpico Fonseca conferma Mirante tra i pali, mentre in difesa c'è spazio per Mancini e Kumbulla ai lati di Cristante. Sulle fasce poi c'è da fare a meno di Spinazzola: ecco allora Karsdorp a destra con Bruno Peres a sinistra, mentre in mezzo rimane a riposo Pellegrini, con in campo Villar e Veretout. Davanti poi si va sul sicuro, con i tre tenori Pedro, Mkhitaryan e Dzeko. Per il Cagliari, Di Francesco se la gioca col 3-5-2, con sulle fasce Zappa e Likogiannis, pronti a supportare la difesa in un più prudente 5-3-2. Davanti invece c'è il tandem formato da Joao Pedro e Simeone. La gara prende il via al fischio di Pairetto. Le cose iniziano in salita per i sardi: dopo neanche 10 minuti Rog si fa male, ma l'ex napoletano prova a resistere. L'equilibrio si spezza un minuto dopo quando Mkhitaryan, con un intelligente cambio di campo, pesca Kardorp sulla destra, il cross dell'olandese viene sporcato in mezzo ed il pallone arriva dalle parti di Veretout, bravissimo a farsi trovare pronto ed a battere a rete per l'1-0 della Roma. E' il 7° centro in campionato per il francese, non male per un faticatore del centrocampo... Al quarto d'ora Rog alza definitivamente bandiera bianca, al suo posto Di Francesco inserisce Oliva. La partita si sviluppa molto nel settore centrale del campo, con le due squadre che si fronteggiano con la giusta intensità, senza cattiverie gratuite, ma anche senza mollare di un centimetro. Al 22' Cristante fa poi partire un grandissimo lancio dalle retrovie che mette Pedro davanti al portiere, il tiro dello spagnolo è immediato, ma la risposta di Cragno è da campione ed il Cagliari resta in partita. Due minuti dopo è Dzeko a cercare la porta con un tiro dalla lunghissima distanza, ma il bosniaco non riesce a trovare la porta. La Roma sale ancora di tono poi al 29': Pedro calcia una punizione dalla trequarti e pesca la testa di Cristante, ma Cragno ancora una volta vola e, con un bel colpo di reni, va a respingere in angolo la minaccia. Dalla bandierina va quindi Veretout e la testa a centro area stavolta è quella di Kumbulla, ma Cragno dice di no anche all'ex veronese, con un'altra bella respinta plastica. Dopo mezz'ora di gioco romanista, inizia poi a vedersi anche il Cagliari: al 35' Likogiannis serve molto bene in verticale Marin, sul cui cross però Simeone arriva in leggero ritardo e la Roma può così tirare un sospiro di sollievo. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo la squadra di Di Francesco prova a salire ed a creare pericoli, ma la Roma è attenta e concede poco agli avversari. L'occasione più grossa per pareggiare arriva proprio nel recupero finale: al 47' Zappa crossa e Marin spreca tutto, calciando alto da buona posizione. 

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con la Roma all'attacco: Mkhitaryan punta l'area e calcia, ma spreca a lato. Poi, nell'azione subito successiva, Oliva rischia quasi l'autogoal con una chiusura spericolata in angolo su un cross insidioso di Kumbulla. La squadra di Fonseca vuole il goal del raddoppio, perchè sa benissimo che, con i chiari di luna che ha, un margine ampio diventa quindi fondamentale per la propria tranquillità. Al 52' Mkhitaryan manda in porta Pedro, ma lo spagnolo non è nella sua serata migliore e, una volta entrato in area, spreca tutto con un pallonetto non riuscito e Cragno può così parare senza problemi. Nè va meglio 3 minuti dopo a Mkhitaryan su calcio di punizione: il suo tiro viene smorzato dalla barriera e diventa comodissimo per il portiere cagliaritano. Visto allora che la Roma non riesce a sfondare, al 56' scatta invece l'ora rossoblù: Zappacosta suona la carica e crossa per Simeone, ma Kumbulla ci mette una pezza in chiusura; un minuto dopo Joao Pedro crossa molto bene per Simeone ed il Cholito calcia a botta sicura, ma la palla esce di un soffio. La Roma a questo punto va completamente in barca, sembra irriconoscibile rispetto alla squadra sicura di sè che aveva gestito in tranquillità la gara fino a questo momento. Mancini dimostra tutto lo spaesamento di questa fase sbagliando un passaggio banale e regalando palla a Simeone, che spara però alto, per fortuna della Roma. Ma il goal del Cagliari è ormai talmente nell'aria che, se per ipotesi gli isolani non segnassero, ci penserebbe la Roma a farselo da sola, ed infatti puntuale al 59' l'1-1 arriva: Joao Pedro riceve palla sul taglio, penetrazione in area e destro in diagonale sul 2° palo, imparabile per Mirante. La Roma resta impietrita, appare in chiara crisi di identità, come alle prese con un destino cinico e baro su cui non possa fare nulla. Per il Cagliari allora diventa un gioco da ragazzi sfondare le linee ed andare alla ricerca del vantaggio: al 61' Marin pennella su punizione per Simeone, ma il colpo di testa dell'ex viola si stampa sulla traversa, con Mirante fuori causa. Ci prova allora Karsdorp a ridestare i suoi compagni dal torpore, ma il suo tiro si perde abbondantemente alto. Fonseca inizia a muovere qualcosa in panchina: fuori Kumbulla e dentro Ibañez, per dare maggiore sicurezza dietro. In avanti si fa vedere intanto Veretout con una percussione centrale, conclusa con un tiro potente ma centrale, Cragno para senza problemi. E' il segnale però che la Roma aspettava, al 71' infatti i giallorossi tornano in vantaggio: Ibañez lancia dalle retrovie per Karsdorp, che scappa sulla destra e mette in mezzo per Dzeko, bravo a farsi trovare pronto per la battuta a rete del 2-1. Problemi muscolari intanto per Mirante, Fonseca lo sostituisce con Pau Lopez e ne approfitta anche per rinforzare la difesa, dentro Smalling per Cristante. Col nuovo assetto la Roma appare ora più sicura del fatto suo. Al 76' Veretout sfrutta un rimpallo ed arriva a tu per tu con Cragno, ma il portiere si rifugia in corner. Dalla bandierina però Smalling fa sponda per la testa di Mancini e stavolta Cragno non può fare nulla per evitare la terza rete giallorossa. A questo punto, sotto di due reti, Di Francesco toglie Likogiannis ed uno spento Simeone ed inserisce Sottil e Pavoletti.Fonseca ne approfitta allora per dare un pò di riposo a Dzeko, dentro Borja Mayoral. Ormai però la partita sembra andare verso la sua coda finale senza troppi sussulti, così all'85' Eusebio concede un pò di spazio a Caligara e Pereiro, mentre nella Roma fa il suo ingresso Pellegrini. All'87' la squadra giallorossa va poi vicina anche alla quarta rete con Borja Mayoral, ma lo spagnolo sbaglia incredibilmente il colpo di testa sotto misura a porta vuota su cross di Bruno Peres, con Cragno battuto. Ed allora, per il vecchio adagio del calcio, goal sbagliato, goal subìto: al 90' Pereiro crossa e Villar stende in area Joao Pedro, è calcio di rigore. Dal dischetto lo stesso Joao Pedro non sbaglia, Pau Lopez intuisce ma non riesce ad arrivare sul tiro angolatissimo del brasiliano che vale il 3-2 finale. I 4 minuti abbondanti di recupero assegnati da Pairetto servono solo a testare le coronarie dei tifosi giallorossi, ma di fatto la Roma tiene palla e rischia solo su un cross finale di Joao Pedro, ma Pau Lopez esce e tranquillizza tutti. Il terzo posto è salvo. Per l'equilibrio invece, ripassare prossimamente...