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LA ROMA VINCE COL FATTORE M: MANCINI, ''MIKI'' E MAYORAL BATTONO IN 9 MINUTI IL VERONA

Pubblicato il 31/01/2021
La Roma vince con un netto 3-1 sull'ostico Verona di Juric: di Mancini, Mkhitaryan e Borja Mayoral le tre reti romaniste che nell'arco di 9 minuti, tra il 20' ed il 29', si sono abbattute sui veneti, incanalando la gara su binari comodi per la squadra capitolina. Di Colley ad inizio ripresa il goal della bandiera dell'Hellas, con la Roma che nei secondi 45' ha lasciato giocare gli avversari, agendo esclusivamente di rimessa. Non era facile per l'incerta Roma di gennaio avere la meglio sugli ostici avversari, bravissimi nell'attuare la fase difensiva ed infatti i meno battuti della serie A fino a questa partita. Poi però sugli scaligeri si è abbattuto impietoso ed impetuoso il Fattore M giallorosso e per gli ospiti non c'è stato più niente da fare. La Roma continua così il suo cammino al terzo posto della classifica, in piena corsa-Champions. 
Per la sfida dell'Olimpico, Fonseca conferma il pacchetto difensivo con Pau Lopez tra i pali a guidare il terzetto composto da Mancini, Smalling ed Ibañez. Anche a centrocampo si va sul sicuro, con Karsdorp e Spinazzola a presidiare le fasce e la doppia V Villar-Veretout in mezzo, mentre in attacco Fonseca rinuncia volontariamente ancora a Dzeko, non convocato: al suo posto c'è dunque Borja Mayoral, con Pellegrini ed il rientrante Mkhitaryan a dargli supporto in avanti. Sull'altro fronte Juric se la gioca col 3-4-2-1, con Barak e Zaccagni ad innescare la punta più avanzata Kalinic, ex dell'incontro.

PRIMO TEMPO - 
Al fischio di Piccinini è il Verona a prendere le redini dell'incontro: la squadra veneta si mostra fin da subito determinata ed aggressiva al punto giusto in mezzo al campo, nell'intento di togliere spazio vitale di manovra ai palleggiatori di casa. Si lotta molto nel settore centrale del campo ed a risentirne è un pò lo spettacolo, ma fa niente: si sapeva da subito che contro Juric l'estetica del bello avrebbe presto ceduto il passo a quella della concretezza. Visto che la gara si mette dunque sul piano muscolare e della corsa, al 12' Smalling deve già alzare bandiera bianca per un problema fisico, al suo posto Fonseca sceglie Kumbulla, ex Verona. Al 14' poi il primo guizzo della partita: Mkhitaryan entra in area e crossa per Borja Mayoral, ma Günter lo anticipa e chiude tutto. Arriva intanto un giallo pesante in casa-Roma: Pellegrini, diffidato, è così costretto a saltare la Juve. La Roma alla vigilia è stata istruita a dovere da Fonseca sul piano tattico: ecco che allora i giallorossi hanno un atteggiamento apparentemente più guardingo contro i veneti, pronti poi a ripartire in velocità e senza dare punti di riferimento agli avversari. Proprio su una di queste ripartenze romaniste, al 19' Borja Mayoral punta la porta e Dawidowicz gli respinge il tiro in angolo. Dalla bandierina poi sbuca sul 2° palo la testa di Mancini, col pallone che passa in mezzo a tante teste ed a tante gambe, prima di andare ad infilarsi in rete alle spalle di Silvestri per l'1-0 della Roma al 20'. Il Verona sta ancora lì a riordinare le proprie idee, che la Roma cala invece spietata il raddoppio al 22': Mayoral trova la profondità e Silvestri in uscita gli chiude lo specchio, ma lo spagnolo è lucidissimo nel non sprecare il pallone e nel servire l'accorrente Mkhitaryan, bravissimo e chirurgico nel trovare l'angolino sul primo palo, spiazzando il portiere che stava invece andando verso la parte opposta, 2-0 per la Roma e partita che si indirizza chiaramente per la squadra di Fonseca. Massimo risultato col minimo sforzo, talvolta le ''Grandi'' del campionato vincono anche così le loro partite... Al 27' Zaccagni prova ad invertire un po' lo stato delle cose e fa partire un cross insidioso, su cui però non c'è nessuno. Si arriva così in un men che non si dica al 29' con Veretout che calcia un angolo, Pellegrini raccoglie e spara in porta, Silvestri respinge come può e Borja Mayoral da due passi fa il ''Dzeko'' ed infila in rete il tap-in che vale il 3-0. ''Ball, set, match'' si direbbe già dopo neanche mezz'ora di gioco se in campo non ci fosse però una squadra lunatica ed incostante come la Roma, ed allora, visto lo stato delle cose, da scrivere ce n'è ancora... Mkhitaryan, particolarmente in forma, prima ruba un bel pallone sulla trequarti ma non viene assistito a dovere dai compagni, poi al 32' prova col sinistro a siglare la sua doppietta, ma il pallone finisce alto. La Roma nel finire del primo tempo è completamente padrona del gioco. Al 42' Spinazzola si mette anche lui in luce con un bel numero sulla sinistra in mezzo a due, ma poi la mette in mezzo dove però non c'è nessuno pronto per battere a rete. Si va così all'intervallo con la Roma avanti di 3 reti. 

SECONDO TEMPO - Juric non ci sta a perdere malamente senza neanche provarci, così decide di giocarsi la ripresa col neoaquisto Lasagna al posto di un evanescente Kalinic. La prima folata offensiva tuttavia anche in questo secondo tempo è della Roma: Spinazzola conclude a lato una bella azione di squadra dentro l'area. Poi è la volta di Mkhitaryan, che inventa e trova un pertugio per Veretout, Tameze gli si frappone, ma l'ex viola riesce comunque a tirare, senza tuttavia trovare la porta, pallone alto. Al 57' poi Juric rompe gli indugi e rivoluziona il suo Verona: fuori Ilic, Faraoni e Zaccagni e dentro Bessa, Dimarco e Colley. Nessun cambio invece sull'altra panchina, con Fonseca soddisfatto dei suoi ragazzi. E non ha torto il tecnico portoghese, perchè al 58' la sua Roma ha addirittura una situazione da 5 contro 3 in contropiede, peccato però che Spinazzola non abbia la freddezza dell'attaccante su un bell'invito di Pellegrini, con Silvestri che fa bella figura respingendo col piede il tiro dell'ex atalantino. Sull'altro fronte inizia invece a muoversi qualcosa coi nuovi innesti, Colley va al tiro ma viene murato da Ibañez. Ora però in campo gli ospiti mostrano quei denti che non si erano visti nel primo tempo ed al 62' infatti i veneti accorciano le distanze: l'azione viene creata proprio da due nuovi innesti, Bessa crossa dalla destra per Colley, che schiaccia di testa per il 3-1 dell'Hellas. Il goal degli ospiti risveglia un pò di orgoglio capitolino ed al 65' Spinazzola va via alla sua maniera e manda poi al tiro Veretout, ma Silvestri respinge ancora con i piedi, vanificando la voglia di goleada romanista. Chi invece non si rassegna è il Verona, che ora vede davanti a sè una squadra meno coriacea e più vulnerabile, insomma con addosso la paura di vincere, per dirla tutta... Colley ci prova al 69', ma spara alto. Fonseca intuisce che è il momento di scegliere i muscoli e per chiudere in cassaforte la vittoria inserisce Cristante per Villar. La pressione ospite tuttavia continua ed al 76' Dimarco serve un bel pallone in area a Lasagna, ma l'ex attaccante dell'Udinese sbaglia clamorosamente l'impatto col pallone e la Roma si salva da un possibile 3-2 che avrebbe riaperto strane inquietudini. Nel tentativo di rientrare in gara Juric si gioca anche la carta Udogie, ma col passare dei minuti anche il braccino del tennista della Roma inizia a venire un pò meno. All'82' poi Veretout cerca anche la sortita offensiva da fuori area, ma la palla esce a lato. Negli ultimi 5 minuti scatta poi l'ora anche di Diawara, Bruno Peres e Carles Perez, ma ormai la partita ha già emesso i suoi verdetti. L'ultima fiammata arriva all'89' con Lasagna, che sfodera il suo sinistro sul 2° palo, ma il suo tiro viene deviato in angolo. La Roma può così festeggiare la sua dodicesima vittoria in campionato su 20 gare disputate, in attesa del big match di sabato in casa della Juve. E chissà che stavolta la Roma non riesca ad invertire la tendenza negativa contro le pari grado...