Home La Liga Il controverso capo della tecnologia si dimette dal Comitato Arbitrale.

Il controverso capo della tecnologia si dimette dal Comitato Arbitrale.

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Chema Alonso, figura controversa nel Comitato Arbitrale della Spagna, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico dopo appena 17 giorni, prima ancora che la competizione domestica spagnola avesse inizio. Alonso era stato nominato come nuovo capo tecnologico dal CTA e dal suo nuovo presidente Francisco Soto il mese scorso, con il compito di facilitare la comprensione e l’uso dell’AI per valutare gli arbitri durante le partite.

Dubbi sull’assegnazione di Alonso

L’assegnazione di Alonso non ha tardato a sollevare critiche. Negli anni, Alonso ha pubblicato numerosi post appassionati sui social media a favore del Real Madrid, esprimendo anche commenti denigratori nei confronti del Barcellona. Questo comportamento non è stato ben accolto nella capitale catalana.

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Chema Alonso consiglierà su questioni tecnologiche.
Immagine via SERGIO ENRÍQUEZ NISTAL | EL MUNDO

Le parole di Alonso in sua difesa

Dopo le critiche, Alonso ha scritto una lettera pubblica per chiarire la situazione. Ha spiegato che non avrebbe avuto alcun coinvolgimento con il VAR e che il suo ruolo sarebbe stato puramente consultivo, senza interferenze nel design degli strumenti AI. Ha anche rivelato che sua figlia è una tifosa dell’Atletico Madrid, il che gli ha creato un legame con i rivali del Real Madrid.

Una nuova avventura professionale

Secondo Cadena Cope, il cambio di direzione di Alonso non è dovuto alle polemiche. L’ex capo di Telefonica e hacker ha recentemente accettato un nuovo incarico con l’azienda americana Cloudflare, dove diventerà Vicepresidente e Capo dello Sviluppo Internazionale, ruolo incompatibile con il suo incarico al CTA.

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Cloudflare e La Liga: tensioni in corso

Un ulteriore punto di interesse riguarda la conflittualità tra La Liga e Cloudflare. La lega accusa il fornitore internet di favorire lo streaming pirata delle loro trasmissioni, poiché il server ora fornirà alla lega l’accesso alle informazioni private degli utenti.

  • Fabio Licari, Gazzetta dello Sport
  • Alberto Cerruti, Corriere dello Sport
  • Guido Vaciago, Tuttosport

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