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Presidente del Barcellona accusato di offrire posti di lavoro nel club a ex investitori

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Laporta e il Caso Reus: Un Intricato Momento Legale

Il presidente del Barcellona, Joan Laporta, si trova al centro di una complessa battaglia legale, nota come ‘Caso Reus’. Un documentario recentemente pubblicato ha sollevato ulteriori dubbi sulla gestione di Laporta sia riguardo al caso stesso, sia in relazione alla sua amministrazione del club catalano. Le accuse rivolte a Laporta riguardano la nomina di persone a lui vicine a posizioni chiave nel club, piuttosto che scelte basate sul merito.

Accuse di Frode e Investimenti Giudicati

Il Caso Reus riguarda Laporta e alcuni ex dirigenti del Barcellona, tra cui Joan Olive, Rafa Yuste e Xavier Sala i Marti, che affrontano cinque denunce legali per presunta frode. L’accordo contestato riguarda un investimento in una società chiamata Core Store, con la promessa di un ritorno economico, che poi ha acquisito il 53% del Reus. Questo club catalano, situato a un’ora di distanza dalla città di Barcellona, è stato chiuso nel 2019, e nessuno degli investitori ha recuperato il denaro investito.

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Il Documentario e le Rivelazioni Inattese

Nel documentario, come riportato da Relevo, le sorelle Paula e Carmen Tartas, che avevano investito in Core Store, sono state registrate a loro insaputa mentre discutevano di ciò che era stato loro riferito dall’intermediaria Sandra Sole, che inizialmente aveva sollecitato il loro investimento. Sembrerebbe che Laporta avesse offerto ai investitori che non avevano recuperato il loro denaro posizioni lavorative nel Barcellona per evitare azioni legali.

Una Rete di Connessioni e Offerte Insolite

“Ci ha detto che avremmo ricevuto il pagamento comunque,” hanno affermato. “Dirò al Barcellona di assumerti. Tutti al Barcellona sono legati: sua moglie, suo figlio, suo fratello, suo cugino… Potresti essere anche tu lì. Sembrava un Mercadona, ma per il calcio, con 3.000 persone. Questo è quello che hanno dato a Toni Cruz come compensazione per l’investimento…”

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“Non devi lavorare; è un contratto, e ti pagheranno.” Suo fratello, che aveva investito 50.000 euro, oltre ai 400.000 euro investiti dalle sue sorelle, è un artista e affermano “hanno offerto di comprare i suoi quadri al prezzo del debito, e che il Barcellona li avrebbe acquistati.”

Toni Cruz, uno degli investitori in Core Store, è ora un direttore di Barca One, mentre Laporta ha riconosciuto in tribunale di aver impiegato Sole per cercare investitori per Core Store. Fino ad ora, Laporta ha negato le accuse di frode e il caso è ancora in corso. Non è chiaro quale potere avesse Laporta di fare scelte di assunzione al club, dato che all’epoca non era in carica.

  • Gianluca Di Marzio – ESPN
  • Fabrizio Romano – Sky Sport Italia
  • Alberto Rimedio – RAI Sport
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